Categories: Ambiente

La mappa per sapere dove (e con chi) costruire una comunità energetica

 

Eccola, la mappa. Nel fermento di questi giorni in cui sembra finalmente sbloccarsi la situazione che permetterà l’espansione dellecomunità energetiche rinnovabiliin Italia – con il decreto del Masegià inviatoalla Commissione Ue e in attesa del via libera dall’Europa – si aggiunge un altro tassello importante chepuò agevolare tutti i soggetti interessati a dar vita a una Cer nello Stivale. Sul sito die-distribuzioneè stata infatti pubblicata da poche oreuna carta interattivache può aiutare gli italiani a comprendere le opportunità delle Cer a seconda di dove vivono: aziende e privati possono infattidigitare un indirizzo e scoprire a quale cabina primaria allacciarsie di conseguenza sapere assieme a quali altri soggetti o realtà, nello stesso luogo, possono dar vita a una comunità energetica. Facciamo un esempio:se digitiamo sul sito l’indirizzo della redazione de La Svolta, via Bensi a Milano, sulla mappa interattiva appare un’area colorata che è quella convenzionale corrispondente alla comunità energetica più vicina. L’area, che in questo caso riguarda per esempio Cesano Boscone o parte della zona di Corsico, ècontraddistinta da un codice alfanumerico(AC00101350) che servirà come identificativo per tutti coloro che vivono in un determinato perimetro e, condividendo la stessa cabina primaria, vogliono mettersi “in rete” attraverso una comunità energetica. Restano, fra le criticità,alcuni casi “limite”: per esempio quello relativi a Comuni vicini che però condividono le stesse cabine primarie (che talvolta tagliano in due i territori), e in tal senso sono attesi miglioramenti, specifiche e chiarimenti da parte del Gse, ilGestore dei servizi energetici, affinché chi si ritrova in queste condizioni possa sapere come comportarsi. Al netto di questi dubbi che si spera vengano presto chiariti, da oggi ogni cittadino può concretamente organizzarsi sul territorio sapendo dove e con chi si può iniziare a creare un percorso per l’autoconsumo collettivo e l’autoproduzione di energia. Inoltre, sul sito di e-distribuzione, vengonoricordati anche i requisiti principaliper accedere alle incentivazioni previste: “Gli azionisti o i membri possono essere persone fisiche, piccole o medie imprese (Pmi), così come enti territoriali o autorità locali, a condizione che, per le imprese private, la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non costituisca l’attività commerciale e industriale principale” e “i punti di connessione facenti parte della configurazione devono essere ubicati nella porzione della rete di distribuzione sottesa alla stessa cabina primaria, secondo le mappe definite dai distributori” così come “possono essere inclusi impianti di produzionealimentati da fonti rinnovabili con potenza fino a 1 MW”.

Redazione

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