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Abusi sessuali e psicologici: cronistoria del caso Rupnik

 

Ci sono storie, esperienze e traumi che nel corso della vita tornano a bussare alla porta. Perché con il passato, in qualche modo, bisogna fare i conti prima o poi. È il caso diPadre Marko Ivan Rupnik(68 anni), teologo sloveno e importante esponente dell’Ordine dei Gesuiti. Rupnik vive aRoma, dove è conosciuto anche per le sue doti artistiche: basti pensare che a lui venne affidato il restauro della cappella del Pontificio Seminario Romano di piazza San Giovanni in Laterano. Da qualche mese, tuttavia, la sua persona è al centro di un nuovo caso dimolestie nel mondo della Chiesa. A dicembre 2022, infatti, sono emerse storie diabusi sessuali e psicologiciche Rupnik avrebbe perpetrato ai danni di alcune suore della Comunità Loyola di Lubiana(in Slovenia) e, successivamente, nei confronti di persone che frequentavano il Centro Aletti di Roma. La denuncia da cui è scaturito tutto, però, sarebbe stataarchiviataperché riferita a fatti risalenti a 30 anni prima e, quindi,caduti in prescrizione. Nonostante ciò, la Compagnia di Gesù aveva comunque deciso di applicare alcunerestrizioni, ancora in vigore, a padre Rupnik.Ma la scorsa settimana l’Ordine dei Gesuiti ha reso notenuove accuse verso il teologo slovenocontenute in undossier di 150 paginein cui sono state raccolte un numero non precisato di testimonianze da parte di persone che, negli ultimi mesi,hanno scritto direttamente alla Compagnia di Gesù. Non solo abusi sessuali Nelle pagine citate si fa riferimento aviolenza psicologica, abuso di coscienza, abuso spirituale e abuso nell’ambito sessuale e affettivo. Le conclusioni sono state tratte da un team costituito appositamente per raccogliere storie riguardanti ilcaso Rupnik.La Compagnia di Gesù, infatti, aveva invitato a raccontare per mail esperienze di molestie subite. E così è stato. In unanota ufficiale del 21 febbraio, i gesuiti ringraziano “le persone che hanno avuto la forza di raccontarele proprie esperienze”, definendole “dei e delle ‘sopravvissuti/e’ dato il male che hanno narrato di aver subito”. Vengono consideratetestimonianze credibilidall’Ordine e che, in molti casi, riguardano persone che “non hanno conoscenza le une delle altre”. Le vicende raccontate attraversano più di 30 anni(dagli ’80 al 2018) ecoinvolgono persone che hanno fatto parte della Comunità Loyola di Lubiana(una comunità religiosa femminile) e del Centro Aletti di Roma, diretto proprio da Rupnik. Per adesso non si conoscono i dettagli del dossier, ma alcuni giornali sono riusciti a risalire ad alcune delle persone che hanno raccontato la loro storia trapresunte violenze, manipolazioni e abusi. La rivistaLeft, a esempio, ha intercettato la testimonianza di una ex insegnante di Gorizia che ha parlato di un «comportamento non ortodosso» di Rupnik nel periodo in cui è stato nel Centro Stella Matutina del comune del Friuli-Venezia Giulia. La cronologia del caso Rupnik Ilcaso Rupnikscoppia all’inizio di dicembre 2022, quando il Dicastero per la dottrina della fede conferma di aver ricevuto, un anno prima, unadenuncia diabusisessuali e psicologicicompiuti da Rupnik ai danni di alcune suore della Comunità di Loyola. La denuncia, tuttavia, era stataarchiviata a ottobre 2022 perché i reati erano caduti in prescrizione,in quanto riferiti a fatti risalenti agli anni ’80. Questo evento, però, ha comunque aperto un vaso di pandora nella Chiesa e nella vita del teologo. Il portaleVatican News, ricostruendola cronologia delle indagini,spiega che a ottobre 2018 il delegato della Curia per le case internazionali a Roma aveva ricevuto un’accusa contro il padre sloveno perreato di “assoluzione di un complice”che, secondo il diritto canonico, si consuma quando un religioso (in questo caso Rupnik) assolve una persona con cui ha commesso un peccato (in questo caso una suora con cui avrebbe avuto un rapporto sessuale). Iniziano così le indagini preliminari a conclusione delle qualil’accusa di “assoluzione di un complice” viene considerata “credibile”. La Compagnia di Gesù decide, allora, di applicare alcunerestrizioni a Rupniktra cui il divieto di confessare. Intanto, viene istituito un processo con giudici esterni alla Compagnia che si conclude a maggio 2020 con undecreto di scomunicaper Rupnik, ritirato però dopo qualche settimana. Le nuove accuse Quando, a fine 2022, le vicende diventano di dominio pubblico, Rupnik è ancora sottoposto alle restrizioni citate. In particolare, l’Ordine rende disponibile a ricevere racconti e testimonianze riguardo i presunti abusi. Il dossier di 150 pagine nasce da qui e contiene nuove denunce dimolestiesessuali, spirituali e psicologiche che sarebbero state compiuti nell’arco di circa 30 anni. Il risultato è stato unirrigidimento delle restrizioni già impostea Rupnik che, adesso, dovrà rispettare il divieto di svolgere “qualunque attività ministeriale e sacramentale pubblica, il divieto di comunicazione pubblica, il divieto di uscire dalla Regione Lazio”. Al teologo, inoltre, è stato vietato “qualunque esercizio artistico pubblico, in modo particolare nei confronti di strutture religiose”. Tutto questo in attesa che la Compagnia di Gesù promuova (come ha intenzione di fare) unprocedimento interno in cui “lo stesso Padre Rupnik– si legge nella nota del 21 febbraio –possa fornire la propria versione dei fatti”, cosa che non ha fatto nei confronti del team referente, sebbene invitato. Il procedimento potrebbe sfociare inconseguenze disciplinario, addirittura, in un processo canonico. Sul fronte penale, invece, tutto dipenderà dai tempi di prescrizione dei presunti reati all’interno dei sistemi giuridici dei Paesi in cui sono avvenuti gli abusi.

Redazione

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