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Gabbie negli allevamenti: è ora di dire basta

 

Riesci a immaginare come sarebbese ti costringessero a passare anni in un ascensore affollato, con uno spazio vitale così ridotto da non riuscire a muoverti? Ora prova a pensare cosa proveresti se non sapessi com’è fatta la luce del sole, perché non l’hai mai vista. E se non sapessi neppure cosa siano il giorno e la notte, e non per scelta tua, ma perché qualcuno l’ha deciso per te? Oppure pensa a come ti sentiresti se vivessi in un ambiente sporco,in condizioni igieniche disastrose, spesso infestato da topi e parassiti, senza mai la possibilità di prenderti cura di te stesso. Questa è la sorte di milionianimaliche passano la propriaintera esistenza in capannoni completamente chiusidove respirano continuamente le esalazioni dai loro escrementi, congravi risvolti per la salute. Innalzandosi il livello di stress, infatti,le difese immunitarie si abbassanodrasticamente. Quello appena descritto, è ciò che avviene all’interno degliallevamentiche utilizzano le gabbie. Come dimostrano le inchieste diAnimal Equalitydocumentate dal nostro team investigativo,l’allevamento in gabbia a scopo alimentare rappresenta sempre una condizione tragica, ingiusta e obsoletache deve cessare di provocare sofferenza una volta per tutte, anche in Italia. Per orasoltanto Emilia-Romagna e Campaniahanno scelto di compiere un passo avanti con alcunerisoluzioni a livello regionale che mirano ad abbandonare questo sistemadi allevamento ma è tempo che anche il Governo faccia la sua parte. Fermare le gabbie negli allevamenti è necessario e possibile, a dirlo è anche laCommissione europea, che si è impegnata aeliminarle negli allevamenti dell’Unione entro il 2027. Si tratta di una scelta di civiltà e di compassione che coinvolge oltre 300 milioni di animali in Europa tra galline, vitelli, conigli, anatre, quaglie e scrofe che vivono la loro intera esistenza in gabbie dove non possono muoversi né distendere le ali. ComeAnimal Equality, insieme alla coalizione italianaEnd The Cage Age,chiediamo dunque al Governo italiano di schierarsi contro l’allevamento in gabbiain Europa sostenendo questa richiesta in tutte le sedi opportune, a cominciare da quella del ConsiglioUe. L’Unione europea e l’Italia sono chiamati a tutelare gli animaliin quanto individui senzientiin grado di provare dolore: eliminare le gabbie è fondamentale per avvicinarsi sempre di più a un mondo in cui tutti siano davvero rispettati. Parlare dibenessere animaleall’interno di un allevamento dove gli esemplari sono sfruttati per diventare cibo, infatti, è un ossimoro. In queste condizioni tutti lorovivono in uno stato di permanente sofferenzacon gravi conseguenze dal punto di vista fisico e psicologico. L’abolizione dell’utilizzo delle gabbie è un primo passo importante per ridurne la sofferenza all’interno della filiera per la produzione di cibo, ma c’è un’altra cosa che ogni singolo individuo può fare per evitare la sofferenza di questi animali:lasciarli fuori dal piattofin da subito.

Redazione

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