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Brasile: la portaerei São Paulo sta affondando

 

Dopo alcuni tentativi di smantellamento, il governo brasiliano ha infine deciso diliquidare la vecchia portaerei São Paulofacendola affondare a 350 chilometri dalla costa, in pieno oceano Atlantico, nella giornata di venerdì 3 febbraio. Una decisione che ha suscitato enormiproteste da parte delle Ong ambientaliste, preoccupate dalla quantità di materiale tossico presente sulla nave militare di 34.000 tonnellate e lunga oltre 260 metri. Il Ministero della Difesa, per mitigare gli effetti nocivi sulle coste brasiliane, ha optato per un’area marina internazionale dalla profondità di circa 5000 metri comunicando che «alla luce dei fatti presentati e del rischio crescente connesso al traino, a causa del deterioramento delle condizioni di galleggiamento dello scafo e dell’inevitabilità dell’affondamento spontaneo/incontrollato,non è possibile adottare un’altra linea d’azione diversa dall’abbandonare lo scafo, attraverso un’azione pianificata e controllata». Inizialmente la vecchia nave militare, con oltre 60 anni di attività,doveva essere smantellata nel 2022in uno stabilimento turco, a cui successivamente è stato negato il permesso dalle autorità localia causa della presenza dell’amiantosul vascello. Non potendo più accedere ai porti turchi, la nave è stare re-dirottata sul Brasile dove diverse autorità portuali cittadine si sono rifiutate di farla attraccare. Da qui la rapida decisione di farla affondare. Le velocità del processo decisionale governativo, che ha ignorato platealmente le proteste degli ambientalisti, ha suscitato notevoli sospetti e proteste: «Quello che desta perplessità è che, nel caso dell’ex portaerei brasiliana, ciò sia stato fatto pur sapendo cosa ci fosse dentro: una quantità sconosciuta di materiale tossico, tra cui tonnellate di amianto, materiale cancerogeno vietato in tutto il mondo, e, molto probabilmente anchePcb(Policlorobifenili) – composti pericolosi perché non si dissolvono in acqua e si trasmettono alle persone attraverso l’assunzione di cibo, come il pesce», ha affermato il giornalista Jorge de Souza. L’Ong americanaBasel Action Network(Ban), insieme aGreenpeaceeSea Shepherd Conservation Society, ha denunciato le azioni delle autorità brasiliane, sostenendo che violino 3 trattati internazionali: laConvenzione di Basileasul controllo dei movimenti oltre frontiera dirifiuti pericolosie sulla loro eliminazione, laConvenzione di Londrasulle prevenzione dell’inquinamento marinoe laConvenzione di Stoccolmasugli inquinanti organici persistenti. Il problema dello smaltimento dei vecchi relitti carichi di materiale inquinante è sempre più pressante, in un mondo con decine di migliaia di navi ormai antiquate e abbandonate nei porti o nei mari. In Italia una delle situazioni più preoccupanti a livello ambientale è nellalaguna di Veneziadove l’incrocio fra burocrazia e incuria ha creato il più grande cimitero navale d’Europa.

Redazione

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