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La Florida vieta gli studi afroamericani

 

Ron DeSantis, governatore dellaFlorida, è stato forse il politico della galassia dei Repubblicani a uscire meglio dalle ultimeMid Term, facendosi rieleggere con un vantaggio netto – vincendo in zone dove i Repubblicani hanno storicamente fatto peggio – tanto che si è addirittura parlato di lui come potenziale sfidante di Trump alle prossime presidenziali. DeSantis non fa certo parte dell’ala moderata dei Repubblicani, premesso che esista ancora. Il Governatore è tornato al centro delle attenzioni dopo che la sua amministrazione harifiutato la proposta di inserire nel programma dei college della Florida l’insegnamento di un corso di studi afroamericani.Secondo quanto riportato daThe Hill, l’amministrazione DeSantis ha inviato una lettera alCollege Board- organizzazione senza scopo di lucro il cui fine è estendere l’accesso all’istruzione superiore – sostenendo che il contenuto di questo corso sia “inspiegabilmentecontrario alla legge della Florida”e che“manchi significativamente di valore educativo”. La lettera non specificava quale legge avrebbe violato il corso e il Dipartimento dell’Istruzione dello Stato non ha chiarito in modo dettagliato le ragioni di questa decisione. L’insegnamento dellaCritical Race Theory,concetto accademico nato più di 40 anni fa, ha l’obiettivo di spiegare nelle scuole americane come ilrazzismosia uncostrutto socialeche, oltre ad avere influenzato i pregiudizi individuali, ha plasmato politiche e leggi degli Usa in modo sistemico. Si tratta del primo corso di questo genere,scriveCnn. Al momento statotestato per la prima volta nel semestre invernale in circa 60scuolee verrà introdotto a livello nazionale a partire dall’anno scolastico 2024-25. L’insegnamento è stato sviluppato negli ultimi 10 anni in ottica multidisciplinare, per approfondire il tema delladiaspora afroamericana, includendo temi letterari, artistici, scientifici, politici e geografici. Nel 2022 DeSantis aveva approvato loStop Woke Act,un documento cheproibisce gli insegnamentiche sostengono che “lostatus di una persona come privilegiato o oppresso sia necessariamente determinato dalla sua etnia,origine o sesso”. Il disegno di legge vieta, inoltre, sia alle scuole che ai luoghi di lavoro, di “sottoporre qualsiasi studente o dipendente a formazione o istruzione che sposi, promuova, avanzi, inculchi o costringa questi individui acredere che concetti specifici costituiscano una discriminazione basata su etnia, sesso o origine”.

Redazione

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