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Islanda: gli imballaggi si costruiscono grazie alle alghe

 

Lacrisi ambientalesi contrasta anche grazie allatecnologia, come stanno facendo in Islanda una giovane imprenditrice,Julie Encausse, poco più che trentenne, fondatrice e direttrice della startupMarea, e il Ceo dell’aziendaAlgalif, Orri Bjornsson. Algalifè un’azienda islandese cheproduce microalghein modo sostenibile, ottimizzando i processi e massimizzando il rendimento delle risorse: all’interno di centinaia di tubi in vetro che arredano diverse stanze dell’azienda, e che vanno dal pavimento al soffitto, avviene il processo che, in più fasi, porta alla produzione di sostante nutritive per gli integratori alimentari. Fino a oggi la biomassa e l’ossigeno, che sono gli unici sottoprodotti significativi di questa produzione, venivano riutilizzati: gran parte della biomassa rimanente veniva impiegata per la produzione di fertilizzante, come avviene con gliscarti delle arance. Un processo produttivo davvero encomiabile che ora però vuole spingersi oltre. Entro il 2023 l’azienda islandese, che per la sua produzione utilizza esclusivamenteenergia proveniente da fonti rinnovabili, punta a triplicare la produzione, e quindi anche gli “scarti” cioè le alghe secche. Ora Julie Encasse, con la suastartup sostenibileMarea, vuole utilizzare questi “scarti” per produrre “soluzioni di imballaggio innovative e sostenibili”. L’imprenditrice aggiunge che «il progetto vuole migliorare il pieno utilizzo delle risorse locali in Islanda e contribuire allo sviluppo di un’economia circolare globale». L’idea è quella di utilizzare la biomassa per creare uno spray alle microalghe in grado diridurre la dipendenza mondiale dagli imballaggi in plastica. «Ci dedichiamo alla creazione di un mondo senza rifiuti di plastica – continua la Encasse – attraverso un rivestimento alimentare biodegradabile». Il principio ispiratore è quindi quello diimparare a usare una risorsa nella sua interezza, compreso i suoi scarti. Encasse dichiara che: «Dobbiamo lavorare insieme per sopravvivere». E lavorare insieme che porta a nuove collaborazioni. La nuova partnership diMareaconAlgalifnon è una meteora nel panorama islandese: è parte di una rete di startup,Iceland Ocean Cluster –Sjavarklasinn, che si concentra sull’utilizzo di tecnologie innovative peraffrontare la crisi climaticain modo sostenibile. Questa idea rivoluzionaria ha avuto grande risonanza mediatica quando è stata selezionata dalTom Ford Plastic Innovation Prize: un progetto che punta a stimolare la ricerca di soluzioni sostenibili e alternative ai sacchetti di plastica, e tra gli otto finalisti che sviluppano nel mondo materiali che si degradano biologicamente c’è proprio l’islandeseMarea.

Redazione

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