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I tutor a scuola si baseranno sull’intelligenza artificiale?

 

Recentemente sulle pagine delMessaggeroilministro dell’Istruzione Giuseppe Valditarahaannunciato l’arrivo diun tutor in ogni classe e la formazione di classi sperimentali, composte da massimo10 alunni in 50 scuole selezionatein base agliInvalsi. Ma, non è l’unica figura di questo tipo ipotizzata da Valditara, che ha anche parlato di un possibile tutor per l’orientamento e uno per l’alternanza scuola-lavoro. L’idea di migliorare lascuolaaffidandosi ai tutor non è nuova e soprattutto non esclusivamente italiana visto che circola anche Oltreoceano, dove però da qualche tempo si discute ditutor AI, ovvero di intelligenza artificiale,sistemi softwarebasati sureti neurali(che imitano la costruzione delpensiero nel cervello umano) e che potrebbero prestare a ogni studente un’attenzione personalizzata, colmando le lacune e sopperendo alle mancanze dell’insegnante umano. Secondo quanto si legge sulNew York Timessarà questoil futuro della didattica, sempre piùpersonalizzata e ultra-digitale. Tra le pochissime aziende promotrici di questa potenziale rivoluzione della didattica c’èRiiid, una start-up fondata in Corea da YJ Jang, laureato allaHaas School of Business dell’Università della California, Berkeley. I primisistemi di tutoraggio informaticorisalgono infatti aglianni Sessantae consistevano in software in grado diporre domande agli studenti e fornire un feedback immediato sulle risposte. Si trattava chiaramente di strumenti costosissimi e per almeno un decennio, rimasero di esclusivo appannaggio degli istituti di ricerca, tanto che il vero cambio di marcia si ebbe con la nascita deldeep learning, una versione molto più sofisticata di intelligenza artificiale in cui gli algoritmi seguivano processi di autoapprendimento, attingendo da enormi flussi di dati. YJ Jang, nel 2014 ha applicato il deep learning all’insegnamento e con un team di data scientist ha sviluppato una serie di intelligenze artificiali che monitorano le prestazioni degli studenti, prevedono i punteggi e anticipano eventuali cali di interesse. Per convalidare la tecnologia e raccogliere i dati necessari per perfezionare i suoi algoritmi, Riiid ha lanciato un’app di preparazione al test Toeic (Test of English for International Communication) chiamataSanta Claus, che ha scalato in breve tempo la classifica delle app educative più scaricate in Giappone e in Corea. Attraverso l’app ha accumulato dati sulle interazioni degli studenti, andando a costruire e ad arricchire quella che oggi è una dellebanche dati sull’istruzione pubblicapiù grandi al mondo:EdNet. Sulla base di quell’esperienza ora Riiid sta introducendo unapiattaformabasatasull’intelligenza artificialeper gli esami di ammissione all’università. Il prodotto sarà lanciato entro la fine di gennaio 2023 e prevede punteggi standardizzati in un quarto del tempo necessario per completare un test sull’app. Rispondendo a30 domande, gli studenti ottengonoun’analisi dei loro punti deboli e una guida pratica su come migliorare. Nel frattempo il 4 gennaio anche laCommissione europeasi è espressa sul tema, pubblicando alcunelinee guida etiche sull’uso dell’intelligenza artificiale(AI). «Le linee guida sono progettateper aiutare gli educatori a comprendere il potenziale che le applicazioni dell’IA e l’utilizzo dei dati possono avere nell’istruzione e per aumentare la consapevolezza dei possibili rischicosì che siano in grado di impegnarsi in modo positivo, critico ed etico con i sistemi di intelligenza artificiale e sfruttarne appieno il potenziale» sottolinea la direzione generale dell’Istruzione, della gioventù, dello sport e della cultura della Commissione europea. «L’intelligenza artificiale ha un grande potenziale, – ha affermatoMaryia Gabriel, commissaria per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani- può trasformare l’istruzione e la formazione per gli studenti, gli insegnanti e il personale scolastico, può aiutare gli studenti con difficoltà di apprendimento e sostenere gli insegnanti grazie all’apprendimento personalizzato. L’utilizzo dell’IA e dei dati comporta tuttavia rischi per la vita privata e la sicurezza, in particolare quando riguarda i nostri giovani. Sono quindi lieta che gli orientamenti contribuiranno a garantire che questi rischi siano presi in considerazione e che i nostri figli possano essere protetti e al sicuro».

Redazione

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