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Matrimonio egualitario: che cos’è?

 

In alcuni Stati, ma non in Italia,l’istituto giuridico del matrimonio è aperto a tutte le coppie, anche quelle formate da persone dello stesso genere. In questi casi si parla anche di matrimonio gay, matrimonio omosessuale e matrimonio tra persone dello stesso sesso. I primi movimenti di liberazione omosessuale avevano rifiutato l’istituzione matrimoniale, visto come uno strumento repressivo della società capitalista ed eterosessuale – nel matrimonio “borghese” si era sempre vista una forma di oppressione patriarcale e gli omosessuali rivendicavano con orgoglio il proprio rifiuto di pretendere per sé la possibilità di riprodurre all’interno delle coppie omo gli stereotipi oppressivi delle coppie “normali” – ma dalla fine degli anni ‘70 il Fuori!-Pr prima e Arcigay poi avrebbero inserito le unioni civili (il matrimonio per tuttǝ sembrava una via difficilmente praticabile) tra le loro rivendicazioni. È soprattutto dalla fine degli anni ‘80, però, che in Italia si è aperta una battaglia per modificare l’ordinamento esistente per inserirvi delle norme che garantissero l’uguaglianza di tutti i cittadini. Il primo (e unico) vero passo avanti è stato fatto nel 2016, quando la legge 20 maggio 2016, n. 76 (detta anche “legge Cirinnà”) ha introdotto le unioni civili, che prevedono però solo alcuni diritti e doveri analoghi a quelli del matrimonio. Il primo Paese a introdurre il matrimonio egualitario sono stati i Paesi Bassi nel 2001. Oggi, sono legali in 34 Paesi del mondo (Andorra, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Cuba, Costa Rica, Danimarca, Ecuador, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Malta, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Portogallo, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Sudafrica, Svezia, Svizzera, Taiwan e Uruguay) e nella componente europea del Regno dei Paesi Bassi, mentre nelle altre sue tre nazioni costitutive (Aruba, Curaçao e Sint Maarten) così come in Israele, pur non essendo il matrimonio disciplinato per legge, è permesso alle coppie dello stesso sesso coniugate altrove di registrarvi il proprio matrimonio. Inoltre, Estonia, Armenia e Nepal riconoscono i matrimoni omosessuali celebrati all’estero sotto alcuni aspetti. Dal 26 giugno 2015, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti (Obergefell v. Hodges) ha stabilito che il negare la licenza matrimoniale a coppie dello stesso sesso viola alcune clausole del XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America. Da quel giorno, il matrimonio egualitario è legale in tutti i 52 Stati.

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