Homosexual. “La legge non deve occuparsi del fatto che l’omosessualità sia innata o no, deve interessarsi solo ai pericoli personali e sociali associati a essa. […] Non otterremmo nulla provando l’innatezza oltre ogni ragionevole dubbio. Al contrario dovremo convincere i nostri oppositori che essi non dovrebbero avere niente a che fare con questa inclinazione, sia che sia innata sia che sia intenzionale, dal momento che lo Stato non ha il diritto di intervenire in nulla di ciò che accada tra due persone consenzienti di più di 14 anni, che non coinvolga la sfera pubblica né i diritti di terze parti”. Questa lettera, inviata da Karl-Maria Kertbeny, scrittore e patriota ungherese a un amico (probabilmente Karl Henrik Ulrichs) nel 1868, è la prima attestazione del termine homosexuel, coniato dallo stesso Kertbeny l’anno precedente. Questo neologismo impuro, che affianca al greco ὅμος (hòmos) = “uguale” il termine latino sexualis = “che ha a che vedere col sesso”, era stato coniato in risposta al più famoso uraniano (Urnig in tedesco), inventato nel 1862 da Karl Henrich Ulrichs. Kertbeny non condivideva, infatti, la visione secondo cui gli omosessuali rappresentavano una sorta di terzo sesso, per questo utilizzò homosexual (Homosexualität) per rimarcare come si trattasse invece di persone che, sebbene del tutto uguali alle altre, erano attratte da individui del loro stesso genere.
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