Categories: Economia

Spettacolo: approvata l’indennità di discontinuità

 

LaManovra di Bilancio 2023sta per essere approvata ufficialmente, ma tra i provvedimenti e i sostegni della nuova Legge ilmondo dello spettacolosembra essere stato dimenticato. Era il 15 luglio 2022, quando veniva approvata la Legge n.106 recanteDelega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo. L’emendamento riconosceva una serie di tutele e diritti in favore deilavoratori dello spettacolo,introducendo una maggiore stabilità e qualità di coloro che intraprendono dei percorsi professionali. Veniva riconosciuta la corresponsione di un’indennità giornaliera, quale elemento distinto e aggiuntivo del compenso o della retribuzione, in caso di obbligo per il lavoratore di assicurare la propria disponibilità su chiamata o di garantire una prestazione esclusiva. Inoltre, risultava aumentato a 120 euro, con effetto dal 1° luglio 2022, il limite massimo di importo della retribuzione giornaliera riconosciuta a fini assistenziali. In aggiunta, venivano stabilite diverse tutele normative ed economiche per i contratti di lavoro di tipo intermittente o di prestazione occasionale di lavoro ma anche per l’attività preparatoria e strumentale all’evento o all’esibizione artistica. Pertanto, il non aver introdotto nella Legge di bilancio 2023 ifinanziamenti per l’indennità di discontinuità, ha generato le proteste raccolte nei giorni passati presso la sede di Roma del Ministero dello Sviluppo economico, da parte delle lavoratrici e dei lavoratori dellospettacolo. Ma il Governo torna indietro. Grazie a un emendamento del Pd firmato da Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico, è stata approvata l’indennità di discontinuità. Questa modifica alla Legge di Bilancio è stata votata dalla maggioranza che, nella versione iniziale della Manovra, non aveva previsto alcuna misura per il settore. A sostegno dell’indennità, chiesta fortemente soprattutto durante gli anni della pandemia, è stato inserito dalla Commissione Bilancio della Camera unostanziamento di 100 milioni. Questi fondi serviranno a finanziare un reddito chesosterrà i lavoratori dello spettacolo durante i periodi di inattività. La capogruppo del Pd in commissione cultura, Irene Manzi, ha affermato: «Il Governo non è stato sordo alle richieste del Pd e ha capito che avrebbe commesso una gravissima ingiustizia, rifiutando di stanziare le risorse necessarie per l’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo». Sicuramente, questa legge segna un passo in avanti. Ma secondo Francesca Martinelli, presidente della Fondazione centro Studi Doc e Rete Doc, da sempre sostenitrice dei diritti del mondo dello spettacolo, «la dotazione economica non è ancora sufficiente […] Per questo bisogna continuare a lavorare a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura e della creatività, affinché il loro lavoro abbia piena dignità e sia riconosciuto come bene primario».

Redazione

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