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Twitter: bye bye Musk?

 

”Dovrei dimettermi da capo di Twitter? Mi atterrò ai risultati di questo sondaggio”. Sono le parole deltweetcon cui la mattina del 19 dicembreElon Muskha rimesso agli utenti la decisione sul futuro del suo attuale ruolo di ceo del social network. Il responso del popolo di Twitter è stato chiaro: su una platea di oltre 17,5 milioni di votanti, il57,5% delle preferenzesi è espresso per l’allontanamentodi Musk contro il 42,5% del no. Il plebiscito arriva in seguito a mesi di continui rivolgimenti edisordini interniche hanno rappresentato ilmomentopiù delicato e controverso nella storia della piattaforma lanciata nel 2016. Appena una settimana dopo aver rilevato Twitter al termine di una serie faticosa di trattative e ripensamenti, Musk aveva operato pesantitagli al personalelicenziandocirca la metà dei dipendenti, e promettendo agli altri un carico di lavoro maggiore. Molti di loro avevano infine scelto di andarsene in disaccordo con la governance del proprietario diTeslaeSpaceX, che a metà dicembre hasospesogli accountdi diversi esponenti del mondo dei media, tra cui giornalisti diNew York Times, Washington PosteCnn, accusati didoxing(odoxxing), la pratica di diffondere pubblicamente dati personali di soggetti terzi allo scopo di danneggiarli. I dati in questione riguardanoElonJet, un account che traccia gli spostamenti deljet privato di Elon Musk. Il 17 dicembre, interpretando la volontà di un ennesimosondaggio, l’imprenditore haannunciatodi averriammesso gli accountdei giornalisti sospesi, salvo poi sospendere una giornalista del Washington Post nel fine settimana. Il 18 dicembre, inoltre, Twitter ha annunciato in un primo momento l’intenzionedi rimuovere “gli account creati esclusivamente allo scopo di promuovere altre piattaformesocial e contenuti che contengono collegamenti o nomi utente” relativi a Facebook, Instagram, Mastodon, Truth Social, Tribel, Nostr e Post. ”Consentiamo ancora la pubblicazione incrociatadi contenuti da qualsiasi piattaforma di social media. Anche la pubblicazione di collegamenti o nomi utente su piattaforme di social media non elencate sopra non costituisce una violazione di questa politica”, ha aggiunto la società. Jack Dorsey, uno dei cofondatori di Twitter, hadichiaratopubblicamente che la nuova policy anti-concorrenza della piattaforma “non ha senso”. Nelle ore successive Musk sembra aver fattomarcia indietroe ha rimosso i post che annunciavano i dettagli dell’operazione. Ma in queste ore l’account aziendaleTwitter Safetyha lanciato un altrosondaggioper chiedere agli utenti cosa pensano al riguardo. “Dovremmo avere una politica che impedisca la creazione o l’uso di account esistenti allo scopo principale di pubblicizzare altre piattaforme di social media?”, ha chiesto la piattaforma. Al momentol’87% degli utenti ha risposto di no.

Redazione

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