Nel 2022circa un terzo della popolazione mondiale, pari a 2,7 miliardi di persone,non ha ancora accesso a internet. A rilevarlo è ilrapportoannualeFacts and Figuresdell’Unione internazionale delle telecomunicazioni(Itu), l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite per le Tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Undato in miglioramentorispetto al 2021 (+6,1%), anche in ragione della generale diminuzione del costo dei servizi.Internet è diventato più accessibilein tutte le regioni del mondo e tra tutti i gruppi di reddito, evidenzia lo studio, mail costo «resta un ostacoloimportanteper l’accesso a internet, soprattutto nelle economie a basso reddito». «Dobbiamo mantenere l’accessibilità di internet nella giusta direzione anche mentre larecessioneglobale incide sempre di più sulle prospettive economiche di molti Paesi», ha affermatoHoulin Zhao, segretario generale dell’Itu. Ma a insinuarsi neldivario digitaleè anche quellodigenere. Nel 2022 ad avere accesso a internet è il63% delledonnea fronte del69% degli uomini, vale a dire259 milioni di persone in meno. Il divario di genere è maggiore nelle nazioni a basso reddito, dove a essere online è il 21% delle donne rispetto al 32% degli uomini, una cifra che non è migliorata dal 2019. In generale,le regioni con il più alto utilizzo di internet hanno anche i punteggi diparità di generepiù alti. Fanno eccezione i piccoli Stati insulari in via di sviluppo (Sids). «Mentre laconnettività universaleresta lontana – afferma il rapporto – queste isole hanno raggiunto la piena parità di genere». A raggiungere il target della connettività universale – che l’Itu ha fissato a una penetrazione dell’utilizzo di internet del95%– sono igiovanidi età compresa tra i 15 e i 24 anninelle economie ad alto e medio reddito, mentre in quelle a basso reddito a utilizzare internet è il 39% dei giovani contro il 23% del resto della popolazione. InEuropaa essere online è il98% dei giovanicontro l’86% delle altre fasce anagrafiche (inclusi gli utenti under 15). Percentuali che a livello globale si attestano rispettivamente al 75% (+4%) e al 65% (+8%), con undivario generazionaledi 10 punti percentuali in calo rispetto al 14% registrato nel 2020. «L’accesso a internet sta aumentando,ma non così rapidamentee in modo uniforme in tutto il mondo come dovrebbe», ha affermatoDoreen Bogdan-Martin, direttore dell’Ufficio per lo sviluppo delle telecomunicazioni dell’Itu. «Troppe persone vivono ancora nell’oscurità digitale. La nostra sfida globale è quella di impegnare le risorse che consentirebbero a tutti di trarre vantaggio in modo significativo dall’essere connessi».
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