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È la fine degli annunci targetizzati sui social?

 

Le autorità di regolamentazione della privacy dell’Unione Europea hanno stabilito cheMeta, la holding di Instagram e Facebook, non può utilizzaretermini e condizioni di serviziocome giustificazione per vendere la cosiddettapubblicità comportamentale, ovvero gli annunci pubblicitari mirati basati sull’attività online degli utenti. La questione è stata risolta nell’ambito di 3 decisioni vincolantiadottateil 6 dicembre dalComitato europeo per la protezione dei dati(Edpb), inerenti anche WhatsApp, sulla base di altrettante denunce per “consenso forzato”presentatenel 2018 daNoyb, un’organizzazione senza scopo di lucro – il nome deriva dall’espressione idiomatica “none of your business” (“non sono affari tuoi”) – nata con l’obiettivo di garantire l’applicazione delRegolamentogenerale sulla protezione dei dati(Gdpr) dell’Ue entrato in vigore il giorno stesso delle denunce. «Invece di avere un’opzione sì/no per gli annunci personalizzati, hanno semplicemente spostato la clausola di consenso nei termini e condizioni.Questo non è solo ingiusto ma chiaramente illegale. Non siamo a conoscenza di nessun’altra azienda che abbia cercato diignorare il Gdpr in un modo così arrogante», ha dichiarato in una notaMax Schrems, fondatore e presidente onorario diNoyb. Le decisioni non sono ancora state rese pubbliche. Prima l’Edpb deve trasmetterle allaCommissione irlandese per la protezione dei dati(Dpc), il principale regolatore della privacy di Meta nell’Ue – dal momento che Meta ha la suasedelegale europea a Dublino – il quale haun mese di tempoper emettere decisioni definitive e confermare eventuali sanzioni. ”Le nuove decisioni dell’Ue possono essere impugnate, il che potrebbe portare alla loro sospensione in attesa di un contenzioso potenzialmente lungo. Se confermati, tuttavia, potrebbero rendere più difficile per Meta e altre piattaforme mostrare annunci agli utenti in base a ciò che toccano e guardano all’interno delle app di quelle piattaforme”, spiega ilWall Street Journalche hadiffusola notizia. Gli annunci personalizzati costituiscono una delle principali entrate delle piattaforme, e Meta aveva già subito un durocolpoa causa della stretta sul tracciamento dei datiintrodottadaApplenell’aprile 2021. Per questo la decisione potrebbe rappresentare una minaccia per la sopravvivenza dell’attualemodello di businesssu cui si reggono Facebook e Instagram. «La direzione del viaggio sembra essere chei regolatori europei non permetteranno a Meta di nascondersidietro la “fornitura di servizi” come base per l’utilizzo dei dati personali per la pubblicità comportamentale», ha dichiarato all’agenzia di stampaReutersHelena Brown, responsabile dei dati e della privacy presso lo studio legale londinese Addleshaw Goddard. «Meta – ha concluso – potrebbe aver bisogno di cambiare il suo approccio alla ricerca di unconsenso chiaro ed esplicito. Sarà una sfida essere in grado di spiegare le sue pratiche in modo che tale consenso possa essere lecito e ben informato».

Redazione

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