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Come rendere i quartieri più green, insieme?

 

Da tempo sono in corso discussioni e progetti per rendere più eco-sostenibili learee urbane, in particolare le città e le megalopoli. A livello globale sono considerateresponsabilidel 75% delle emissioni di gas alteranti. Numerose iniziative sono state messe in campo, soprattutto da parte dei governi dei Paesi avanzati, per far evolvere le aree urbane verso la nuova configurazione dasmart cities, che dovrebbe coniugare elevati sviluppi tecnologici con il rispetto dell’ambiente. Ma oltre alle pratiche guidate dai centri politici ed economici, si stanno espandendo leiniziative dal bassoche rivitalizzano i quartieri in chiave green. In Inghilterra le comunità locali hanno adottato negli ultimi anni l’idea delparticipatory budgeting, ovvero un sistema dove i cittadini possono proporre idee per rivitalizzare il proprio quartiere o borgo decidendo insieme come allocare le risorse finanziarie per mettere in atto le proposte. Un’idea che ha avutooriginenel 1989 inBrasile, aPorto Alegre, ma che ora sta venendo applicata in varie località inglesi. Uno dei casi di maggiore successo è ilborgo londinese diNewhamdove negli ultimi 2 anni sono stati finanziatiprogetti per 800.000 sterline, con ampio coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale, finanziando il recupero di aree in disuso e la creazione di orti comunitari: «Penso che ciò che Newham ha fatto sia stato permettere alle persone diessere coinvoltee prendere decisioni su ciò che accade a livello locale, creando anche una rete di persone che spingono per ottenere di più. Ho davvero apprezzato il fatto di essere stato coinvolto e di poter incontrare tutti, in particolare dopo il Covid. Gliorti comunitarisono abbastanza diversi dai parchi, essi aiutano a riunire le persone e a condividere le competenze. Ci sono persone che hanno vissuto nella stessa strada per 20 anni e non si sono mai incontrate fino all’avvento dell’orto» hadichiaratoRosie Whicheloe, una delle amministratrici dell’ortoManor Park. Allo stato attuale ci sono82 comunitàche stanno adottando questo tipo di sistema partecipativo e ben 37, circa il 45% di esse, stanno sviluppando rigorosamente progetti legati allatransizione ambientale. I quali, fra l’altro, contribuiscono amigliorare la salute e il benessere dei cittadini, come confermato da unostudiodellaUniversity of Glasgowche sostiene che l’incremento del 10% di giardini e spazi naturali riduce la mortalità precoce del 7% per gli over 65. ALondraqueste iniziative dal basso vanno poi a congiungersi con le ultime decisioni prese dall‘amministrazione cittadina, la qualevuole estendereleUlez(Ultra Low Emission Zone) a quasi tutta la metropoli,diminuendo drasticamente l’uso dei veicoli privati: «Dobbiamo affrontare l’inquinamento atmosferico, dobbiamo affrontare l’emergenza climatica e dobbiamo affrontare la congestione del traffico. L’espansione delleUlezsignificherà che dall’agosto del prossimo anno più di 5 milioni di londinesi respireranno aria più pulita» ha affermato il sindaco Sadiq Khan.

Redazione

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