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Abusivismo edilizio, i dati dell’Italia

 

La frana che la notte tra il 25 e il 26 novembre si èabbattutasul comune diCasamicciola Terme, in Campania, causando la morte di almeno 8 persone, secondo le vittime accertate finora, ha riacceso l’annoso problema dell’abusivismo edilizio, ritenuto uno dei principali fattori responsabili della tragedia che si è consumata sulla costa settentrionale dell’isola di Ischia. Nel corso dei tre condoni edilizi varati in Italia dal 1985 al 2003, secondo i datiaggiornatial 2022 dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, gli abitanti di Ischia hanno presentato27.000 richieste di condoni, mentre ammontano a600 le case abusive colpite da ordinanzadefinitiva di abbattimento. Sul tema è intervenuto anche il presidente della Regione CampaniaVincenzo De Luca: «Bisogna demolire gli alloggi costruiti sui greti dei fiumi, in aree idrogeologiche delicate e insostenibili, in zone a vincolo assoluto, su aree demaniali o costruite da aziende della camorra», ha dichiarato De Luca. «Non esiste l’abusivismo di necessità, esiste la condizione sociale di necessità, mal’abusivismo è sempre illegale». Ma quanto è diffuso il fenomeno dell’abusivismo edilizio nel resto del Paese? Per avere una stima attendibile possiamo fare riferimento all’ultimoRapporto Bes(Benessere equo e sostenibile) dell’Istatpubblicato ad aprile 2022. Nel 2021 si sono registrate15,1 abitazioni abusive ogni 100 autorizzate, confermando untrend in caloiniziato nel 2018 (nel 2015-2017 la stima era del 20%). Come chiarisce il rapporto, l’indice dell’Istat «esprime la proporzione delle costruzioni abusive realizzate nell’anno di riferimento in rapporto a quelle autorizzate dai Comuni. Non rappresenta, quindi, la quota di costruzioni abusive sul totale delle costruzioni realizzate nell’anno di riferimento (né, tantomeno, sullo stock delle costruzioni)». Si tratta quindi di dati incompleti, e tuttavia indicativi della distribuzione del fenomeno sul territorio nazionale. L’abusivismo èconcentrato soprattutto nel Sud e nelle Isole, dove mantiene «livelli allarmanti» con valori compresi tra il 35 e il 40%, mentre al Centro raggiunge un valore prossimo alla media nazionale e «può considerarsi marginale» al Nord. «Resta viva – scriveva l’Istat nella primavera di quest’anno – lapreoccupazione per la situazione nel Mezzogiorno, dove una quota rilevante dell’attività edificatoria continua a svolgersi nella parziale o completa illegalità, producendo degrado del paesaggio,rischio sismico e idrogeologico, lavoro irregolare». Nel 2021 la regione col più alto indice di abusivismo edilizio è stata laCampania(48,8%), seguita daCalabriaeBasilicata(allineate sul 47,7%), eSicilia(45,8%). Trentino Alto-Adige e Friuli-Venezia Giulia le regioni ex aequo più virtuose (3,2%), seguite sul podio da Piemonte e Valle d’Aosta (4,1%) ed Emilia Romagna (4,2%). Nel complesso la media è del 39,2% al Sud e del 36,3% nelle Isole, contro il 13,8% nel Centro Italia e il 4,3% al Nord.

Redazione

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