Categories: Ambiente

I venerdì neri della Terra

 

A chi conviene ilBlack Friday? Alle tasche dei consumatori e al sell-out delle aziende, d’accordo. Ma la settimana di scontistica nei negozi fisici e online – che ruota intorno al“venerdì nero”successivo al Giorno del ringraziamento e culmina nelCyber Monday -oltre ad aumentare lostressda acquisto compulsivo, ha un impatto anche sulla salute dell’ambiente. Unaricercarealizzata da Waste Managed stima che l’80% dei prodotti acquistati durante il Black Friday finisce in discarica, viene incenerito o viene riciclato male. In particolare verrebbe riciclato solo il 29% dei rifiuti elettronici connessi alla “settimana santa” dello shopping. Ma a inquinare il venerdì del retail è anche il settore del trasporto. Durante il venerdì nero di quest’anno, secondo lestimeeffettuate daTransport & Environment(T&E), solo in Europa saranno rilasciate nell’atmosfera 1,2 milioni di tonnellate di CO2 da parte dei camion che consegnano i pacchi a magazzini e negozi. Si tratta di un incremento di600.000 tonnellate, il 94% in piùrispetto a una settimana media, pari a circa 3.500 voli andata e ritorno da Parigi a New York. Se l’implementazione deltrasporto elettricopuò ridurre il problema a valle, a monte iniziano a fiorire iniziative persensibilizzare i consumatori, investiti in primo luogo in qualità di cittadini. Così laCommissione oceanografica intergovernativa(Ioc) dell’Unescoha deciso di rispondere al Black Friday con ilBlue Friday, un evento in programma il 25 e 26 novembre a Venezia per trasformare “il venerdì più nero dell’anno in un momento persalvaguardare e rigenerare il nostro Mar Mediterraneoattraverso iniziative diEducazione all’oceanodedicate a tutte le generazioni». «Una vera e propria chiamata all’azione rivolta a cittadini, istituzioni, aziende e centri di ricerca» per «salvaguardare e rigenerare il nostro Mar Mediterraneo. Si può cambiare rotta, mettendo al centro l’ambiente e non i consumi, promuovendo unostile di vita più responsabilein linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030», ha dichiarato Francesca Santoro, Senior Programme Officer per Ioc-Unesco e responsabile a livello mondiale dell’Ocean Literacy per ilDecennio del Mare.

Redazione

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