Categories: Economia

Uniti, nel segno dello scostamento di bilancio

 

Ci sono poche cose sulle quali ilParlamentosi ritrova unito, quindi forse il caso sarebbe da celebrare. Eppure si fatica a festeggiare il fatto che quasi tutte le forze politiche abbiano dato ilvia libera a un nuovo scostamento di bilancio da 21 miliardi, dove – si noti – si prova a nascondere in modo pudico dietro una formula burocraticamente inoffensiva la parola che andrebbe pronunciata,debito. Dicono che è necessario, perché senza quei soldi finiscono a gambe all’aria le imprese schiacciate dal costo dell’energiae in povertà le famiglie che non riescono a pagare lebollette. Diconoche siamo in piena emergenzama in cuor nostro sappiamo chec’è sempre un’emergenza per la quale è necessario: la pandemia, una crisi finanziaria, il salvataggio di un’azienda in crisi, il ripianamento di altro debito, magari di una città o di una provincia, i centri di accoglienza, le motovedette alla Libia, la lotta alla droga, l’ibuprofene che non si trova in farmacia, un’alluvione, un terremoto, le cavallette. In fondo lo scostamento di bilancio (da ora in avanti debito) è stata la perversa ma acutamossadel legislatoreper sostituire brillantemente l’aumento delle accise sui carburanti, l’imposizione fiscale sui tabacchi o i prelievi straordinari. Perversa perché paga sempre Pantalone, acuta e brillante perché in questo modo non ce ne accorgiamo e scarichiamo allegramente il peso su figli e nipoti. Indebitiamoci, tantoqualcuno pagherà. Lo sviluppo della concorrenza, la produttività, l’obiettivo di una macchina pubblica efficiente e soprattutto il taglio delle spese improduttive sono completamente spariti dall’orizzonte. C’è un elettorato da accontentareo, per meglio dire, da non scontentare in alcun modo. E ogni taglio di spesa o di apertura alla concorrenza porta nervosismo, perché azzera o riduce le rendite di posizione. Dunque si fa debito allegramente e nel frattempo si riversano nelle casse diIta(già Alitalia) altri 400 milioni di euro, ultima tranche di un sostegno da 1 miliardo e 300 milioni per la nostra ex compagnia di bandiera, che già ce ne è costati almeno 11. In fondo anche quella è un’emergenza che esibiamo orgogliosamente da appena una cinquantina d’anni.

Redazione

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