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Tigri, leopardi e giaguari: alla scoperta dei felini in pericolo

 

Il 2022 per il calendario cinese è l’anno della Tigre. Nei paesi del sud est asiatico le tigri sono sempre state numerose, tuttavia da alcuni anni gli esemplari stanno diminuendo costantemente e in modo preoccupante.Un secolo fain quell’area del mondoc’erano circa 100.000 tigri selvatichema nei primi anni del 2000 sono crollate del 95%. Vuol dire che se le 10 dita di una mano fossero le tigri dell’Asia, in 100 anni sarebbe rimasto solo mezzo mignolo. Ci sono peròbuone notizie.In India e Nepal hanno lavorato molto per proteggere le tigri del Bengala rimaste, tanto che il loro numero è quasi raddoppiato. Sembra poco, ma è un grande traguardo, anche se i problemi non mancano. Le tigri infatti, come gli umani, si spostano molto e questo ha portato India e Nepal a litigare per attribuirsi i rispettivi meriti dei presunti risultati positivi ottenuti. Siccome però nel frattempo ci si è resi conto che i tentativi per tenere ferme le tigri non funzionano granché, l’impegno attuale è diventato quello di trovare un modo per far cooperare i due Paesi, al fine di proteggere gli esemplari. I cugini felini della tigre non se la passano meglio.Il leopardo delle nevi, che vive in Nepal e sulle alte vette dell’Himalaya, èminacciatodalcambiamento climaticoe dalbracconaggio. Illeopardo delle neviè un animaleburbero e solitario, ha una pelliccia bellissima e morbida e una coda grande che usa come una sciarpa quando dorme, per riscaldarsi. Negli ultimi anniil numero degli esemplari si è ridotto di un quintoma non è sempre l’uomo a minacciare gli animali. In alcune speciecome ileonie igiaguari, i maschi possono infatti ammazzare i cuccioli del loro stesso brancoperché quando un maschio diventa capobranco si sbarazza dei piccoli del capo precedente. Questa brutta abitudine stupisce da sempre gli scienziati, e non tutti sono d’accordo sul perché succeda. Ma le femmine del branco non ci stanno.Leleonessee lemammepuma, che non vogliono perdere i loro cuccioli, si spostano dove i maschi non arrivano; mentre le mammegiaguaroquando vedono il capobranco in lontananza lo distraggono con coccole e moine finché non se ne va, nascondendo nel frattempo i cuccioli. Se è vero però che questa brutta abitudine di sbarazzarsi dei cuccioli esiste tra i felini e i primati,la grande minaccia del regno animale resta l’uomo, tramite lacacciae l’inquinamento. Gli animali preferiti di grandi e piccini sono quasi sempre felini e dinosauri, ma perché ci affezioniamo tanto ad animali dal destino così fragile e non si riesce mai a voler bene alle cose per tempo, senza fretta o che siano lì lì per sfuggirci (spesso per colpa nostra)? Perché non riusciamo a prenderci cura delle cose e degliesseri viventiun po’ ogni giorno, senza fare sempre fare tutto all’ultimo momento, con affanno e un pizzico di paura?

Redazione

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