Categories: Diritti

Messico: niente più terapie di conversione

 

Una buona notizia giunge da oltreoceano. IlSenato Messicanoha approvato una riforma per eliminare epenalizzare le “terapie di conversione”che negli ultimi anni avevano dato luogo a moltissimi casi di abuso nel Paese latino-americano. Il provvedimento dovrà passare ora alla Camera dei Deputati dove ci sono ottime possibilità che diventi legge senza incontrare particolari ostacoli. Una volta approvata, la riforma imporràfino a 6 anni di carcereper chiunque esegua, imponga o finanzi qualsiasi genere di trattamento o terapia volta a reprimere l’orientamento sessuale o l’identità di genere di un’altra persona. Nel caso in cui questi procedimenti vengano praticati su minori di 18 anni, su persone anziane o disabili la pena potrà essere raddoppiata. Le cosiddette terapie di conversione, o riparative, sono approcci che, senza nessun fondamento scientifico, partono dal presupposto che tutte le persone nascono eterosessuali e che l’omosessualità sia soltanto una malattia o una devianza del comportamento sessuale. I primi tentativi dipatologizzare l’omosessualitàrisalgono alla fine del XIX secolo. Già nel 1886 il sessuologo tedesco Richard von Krafft-Ebing l’aveva inserita nella sua lista delle 200 pratiche devianti del comportamento sessuale. Anche Freud credeva che in ogni omosessuale ci fossero dei “germi di eterosessualità” ma, nonostante la considerasse il frutto di un’evoluzione incompleta e di un complesso di Edipo non risolto, non considerò mai l’omosessualità “né una malattia né una depravazione” e si espresse negativamente sulla possibilità di modificare l’orientamento sessuale con la psicanalisi. Fu solo dopo la sua morte che leterapie di conversionepresero piede con più forza, in particolare negli Stati Uniti, dove l’American Psychiatric Association(Apa) nel 1952 per la prima volta classificò ufficialmente l’omosessualità nella lista delle malattie mentali, da cui venne tolta solo nel 1973 grazie al lavoro della psicologa Evelyn Hooker. Nel 1990 anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si espresse contro le terapie di conversione e contro il loro assunto primario, ovvero che nasciamo tuttə eterosessuali e che l’omosessualità derivi da condizionamenti ambientali o da traumi nell’infanzia. Nonostante tutte le smentite della comunità scientifica, le terapie di conversione continuano a trovare appoggio e credito presso gli ambienti della destra reazionaria che si basano su una visione etero-cis-patriarcale della realtà. I metodi applicati sono i più svariati e vanno da pratiche pseudopsicologiche a preghiere, esorcismi, ipnosi, trattamenti ormonali fino a vere e proprie torture come privazione del sonno e del cibo, percosse e perfino elettroshock. Approvando la riforma che vieta e penalizza queste pratiche, il Messico ha segnato un punto a favore del libero esercizio della sessualità e dei diritti della comunitàLgbtq+. Sono però ancora pochissimi i Paesi che si sono espressi in questo senso: Germania, Brasile, Taiwan, Ecuador, Malta, alcune regioni di Spagna, Canada, Australia e alcuni stati Usa. L’Italia rimane fuori dal gruppo. Nel 2016 si era presentata l’opportunità di vietare le terapie di conversione con un disegno di legge presentato da Sergio Lo Giudice, allora senatore dem, ma la proposta non è mai stata discussa. Nemmeno il ddl Zan è riuscito ad accendere il dibattito pubblico sul tema. Nel frattempo, secondo laSocietà Italiana di Andrologiail 10% deə giovani appartenenti alla comunità Lgbtq+ vengono sistematicamente sottopostə a pratiche che mirano a correggere l’orientamento sessuale. Il numero potrebbe essere maggiore dal momento che queste pratiche si collocano in una zona grigia, ed è spessodifficile recuperare dati esattisulla portata del fenomeno. Le terapie spaziano in un ventaglio molto ampio di pratiche, che vanno dalla psicoterapia a riti pseudo spirituali, all’utilizzo di farmaci, fino a interventi fisici molto dolorosi. Tutte innegabilmente traumatiche edannose per la salute mentale, che contribuiscono non poco all’aggravarsi delminority stressche colpisce le persone della comunità Lgbtq+. Il fatto che il Senato Messicano si sia pronunciato contro queste pratiche e che l’intenzione sia quella di penalizzarle definitivamente è, dunque, un’ottima notizia, ma rimane solo un piccolo spiraglio di luce in una più grande oscurità. Abbiamo la responsabilità di chiedere a gran voce che i diritti di tuttə siano rispettati, che nessunə debba più sopportare l’imposizione di queste pratiche atroci, che il tema rimanga al centro del dibattito dei gruppi di attivistə e politici.

Redazione

Recent Posts

Lo chiamano il Borgo delle Streghe, la meta perfetta per il lungo week-end di Ognissanti a due passi da Roma

La meta perfetta per il lungo week-end di Ognissanti è conosciuta da molti come il…

58 minuti ago

Ha sciolto tutto quello che aveva alle labbra | Nemmeno Tina Cipollari riuscirebbe a riconoscerla: ha cambiato di nuovo il suo viso

I telespettatori non avrebbero mai immaginato una cosa simile! Anche Tina Cipollari non ha saputo…

6 ore ago

Gli ha rovinato la carriera: la sciagurata accusa contro Belen Rodriguez | La loro storia ha scatenato un enorme scandalo

Qualcuno ha fatto delle dichiarazioni inaspettate su Belen Rodriguez. Si tratta di una persona che…

11 ore ago

Amici scatta la lite in studio tra i due coach: “sono fatti miei” | Maria costretta a intervenire per separarli

In studio tra i due coach scatta la lite che vede Maria costretta a intervenire…

14 ore ago

Ballando con le stelle, il ko ormai è ufficiale: Milly Carlucci in lacrime | La RAI dovrà prendere provvedimenti

Il KO di Ballando con le stelle sembra essere ormai ufficiale, la conduttrice è inconsolabile…

17 ore ago

È questa la notte per avvistare la Cometa Lemmon, dal 21 potrete ammirarla nel cielo: ma solo per un tempo ridotto

Una notte veramente magica quella che arriva oggi, ora è visibile la Cometa Lemmon, ma…

1 giorno ago