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Le isole Tiwi vincono il ricorso contro la multinazionale del gas

 

I canti si alzano al cielo, giustizia è fatta. Gli abitanti delleisole Tiwi, nel nord del continente australe, hanno vinto il ricorsoalla corte federale per impedire il progetto da 4,7 miliardi di dollari dellamultinazionale Santosche nel Mar di Timor volevaestrarre gas. L’udienza è durata quasi cinque giorni: gli isolani, che hanno poi eseguito canti e balli tradizionali per festeggiare, si opponevano al progetto e i potenziali impatti ambientali e il giudiceMordecai Brombergha dato loro ragione,sospendendo l’iniziativa del gigante delgas. Alla base del ricorso la tesi che l’approvazione concessa dallaNational Offshore Petroleum and Safety Environmental Management Authority(Nopsema) fosse illegale perché Santos non aveva consultato gli abitanti e avrebbe fornito informazioni insufficienti sul progetto e i possibili impatti. Da parte loro i residenti, guidati daDennis Tipakalippa, fra i leader locali, avevano infatti espresso preoccupazione sugli impatti ambientali, culturali e spirituali, nonché sulle possibili ripercussioni per le fonti di cibo come la pesca che rischiavano di essere compromesse. Per i legali difensori si tratta di «un’enorme vittoriae una testimonianza di forza e dedizione dei residenti di fronte a una delle più grandi compagnie minerarie del Paese. La decisione di oggi mette in guardia le compagnie petrolifere e del gas», mentre Santos parla di decisione dannosa per la fiducia degli investitori in Australia. Tipakalippa, tra i principali oppositori al progetto, si è detto invece «l’uomo più felice del mondo. Mi sono opposto per i miei antenati e lo sto facendo per le mie generazioni future, e con questo risultato oggi sono molto felice», ha spiegato prima di dare il via ai festeggiamenti sulla spiaggia. Il giudice ha dato a Santos due settimane di tempo per chiudere le parti in essere del progetto Barossa e ha impedito ogni perforazione in mare a nord dell’isola di Melville. La vittoria, secondo i legali delle popolazioni locali, da ora in poi potrebbe creare un precedente e «definisce un nuovo standard sulla profondità della consultazione che le aziende sono tenute a condurre con i proprietari tradizionali prima di ottenere l’approvazione per la perforazione in mare».

Redazione

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