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La tigre della Tasmania potrebbe tornare in vita

 

Ritorna sulla Terra, quasi cent’anni dopo la sua scomparsa. Può apparire fantascienza, oppure uno sforzo milionario capriccioso, se si pensa a quanti altrianimalisu questo Pianeta avrebbero bisogno di fondi per essere protetti: eppure, latigre della Tasmania, estinta da oltre ottant’ anni, potrebbe presto tornare “in vita”. Iltilacino, un marsupiale anche noto come tigre della Tasmania per via di quelle caratteristiche strisce sul dorso, tra caccia eperdita di habitatfu dichiarato estinto nel 1982, ma l’ultimo esemplare di cui si ha realmente traccia è una “tigre” che morì in cattivitànel 1936 allo zoo di Hobart. Da allora, dopo l’estinzione, da anni tra Australia e Tasmania si parla della possibilità e la volontà di far rinascere – grazie alla genetica – l’iconica creatura. Oggi, un progetto portato avanti daAndrew PaskdellaMelbourne University,che nel 2017 ha iniziato a sequenziare il genoma di un tilacino, potrebbe diventare realtà: con importanti investimenti e passi avanti nelle ricerche e tecniche genetiche gli esperti giurano infatti di poter riportare alla luce il tilacinoentro dieci anni. Fondamentale, in questa sfida dal sapore fantascientifico, sono i contributi:cinque milioni di dollariper un laboratorio ad hoc per il progettoTigrre una partnership tra gli australiani e una società texana,Colossal, che già usa tecniche avanzate di genetica Crispr e che è quella che promette di far rivivere anche il mammut lanoso. In più, fatto che in termini di comunicazione non guasta affatto, l’appoggio finanziario anche di alcune star del cinema, come l’attoreChris Hemsworthe i suoi fratelli. Se da una parte l’importante finanziamento apre a domande se sia davvero necessario spendere tanti soldi per riportare in vita il tilacino, anziché finanziare a esempio altri progetti di conservazione, dall’altra in Tasmania la notizia ha acceso le speranze fra i tanti appassionati della storia di questo marsupiale, oggi celebrato comesimbolo di squadre sportive, hotel, birre, dell’isola stessa. Allo stesso tempo, alcuni scienziati ed esperti sostengono che se l’impresa dovesse riuscire, rappresenterebbe un risultato straordinario per la scienza, mentre altri invece non nascondo le proprie critiche all’intera operazione: «La de-estinzione è una scienza da favola. Questo progetto riguarda più l’attenzione dei media per gli scienziati e meno la scienza seria», ha detto, decisamente diffidente, il professorJeremy Austindell’Australian Center for Ancient Dna.

Redazione

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