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Gli incendi li trovi sulla mappa

 

Al momento della stesura di questo articolo, nel mondo sono in corso 1956 focolai, soprattutto in Cina, Russia (vedi Siberia), Australia e Brasile. Questi dati sono facilmente fruibili grazie a una nuovapiattaforma weblanciata daGreenpeaceche mostra, grazie ai dati satellitari, gliincendia livello mondiale in tempo reale. La“Mappa degli incendi nel Pianeta”, come l’ha ribattezzata l’associazione ambientalista, è uno strumento utile non solo per capire dove sono i roghi, ma anche per comprendere quali aree colpiscono: per esempio, in ordine di interesse, affliggono soprattuttole foreste, le aree agricole, gli arbusti e i cespugli. «Si tratta di uno strumento pensato non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque voglia conoscere sia la situazione attuale che i dati storici sugli incendi, grazie a una piattaforma web che permette di andare indietro nel tempo fino al 2000 sfruttando i dati satellitari acquisiti dal sensore MODIS a bordo dei satelliti Terra e Aqua della Nasa», spiegaGreenpeace. Non a caso, la piattaforma è stata lanciata in unaestate roventedove gli incendi colpiscono ovunque. «Non è solo l’Europa che brucia: dalla mappa si vede chiaramente come dall’Australia alla Russia fino agli Stati Uniti e l’Italia, gliincendi siano sempre più frequenti e intensi,a causa della crisi climatica e dalle attività umane», ha spiegato nella nota di presentazioneMartina Borghi, responsabile campagna Foreste diGreenpeace Italia. «È fondamentale dedicare più risorse non solo al controllo, ma soprattutto allaprevenzione degli incendi,che provocano ingenti emissioni di gas serra e drammatiche perdite di vite umane e di biodiversità. Per farlo, dobbiamo innanzitutto rafforzare, su scala globale, la resistenza e resilienza degli ecosistemi forestali, proteggendoli e favorendone la capacità di trattenere e assorbire carbonio. È inoltre necessario aggiornare e migliorare il modello di lotta agli incendi, passando da un approccio emergenziale a uno di prevenzione e governo dei roghi», aggiunge. Per l’associazione la nuova mappa può essere anche uno strumento dieducazione e informazione, soprattutto in un momento storico in cui sono ormai più che evidenti gli effetti della crisi climatica: temperature bollenti e fenomeni meteo intensi che contribuiscono all’aumento degli incendi, oggi più veloci in territori secchi e spesso più lunghi e complessi da fermare. Allo stesso tempo, come ricordaGreenpeace, «più incendi portanopiù emissioni di gas serra,quindi innalzamento della temperatura media del Pianeta ed eventi meteorologici estremi come periodi prolungati di siccità. E più il clima è secco e caldo, più è facile che gli incendi si propaghino rapidamente e diventino sempre più difficili da domare». Uncircolo viziosodifficile da spezzare. Eppure, tra educazione,gestione controllata delle foreste, formazione nel mondo dell’agricoltura e gestione a livello locale, attraverso la manutenzione e la prevenzione nei territori molti incendi potrebbero essere evitati o fermati, chiosano daGreenpeace.

Redazione

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