Categories: Diritti

Non si dovrebbe votare mai

 

Prima era lapandemia, ora sono laguerrae l’inflazione. Prima ancora erano la situazione economica e le tensioni sul debito pubblico. Per un meccanismo mentale piuttosto curioso, a ognicrisi politicasalta fuori qualcuno che sostiene che, giacché c’è un’emergenza, non si può andare a votare. Serve a poco ricordare che in parecchie democrazie molto mature, in tutta Europa, lo scioglimento anticipato delle camere sia una cosa non molto comune, ma rappresenti la soluzione naturale in casi come questi. E pazienza se ci sono la carestia, le cavallette, la peste o i barbari alle porte dell’impero:se abbiamo scelto la democrazia dobbiamo saperlo dimostrare.Ora, non è che la costituzione di una nuova maggioranza in seno al Parlamento che esprima un diverso presidente del Consiglio e un diverso Governo senza passare dagli elettori rappresenti – come dice qualcun altro – il segno che siamo in una dittatura. I meccanismi costituzionali prevedono esattamente questo, così come prevedono che sia ilpresidente della Repubblica, come figura di garanzia (e in questi anni spesso di indirizzo politico), ad avere la parola finale sulla prosecuzione o meno della legislatura una volta sentite le valutazioni dei partiti. Ma è vero anche che ilsentimento anti urne,dettato dalle paure per un Paese in difficoltà, è poco giustificato. L’Italia è letteralmentesempre in un qualche stato di emergenzavero o presunto, visto che si trascina da decenni alcuni problemi, tra cui lo sterminato debito pubblico, che paiono tramutare ogni piccolo scossone in una tragedia. A questa visione contribuisce non poco la tendenza nostra (di Italiani, di giornalisti) a rendere tutto melodrammatico. C’è la scadenza della manovra! C’è il PNRR! C’è il problema degli stipendi! C’è lo spread! Vogliamo rassicurare tutti. C’è sempre la scadenza della manovra; laquestione salarialeè aperta da anni; lo spread sale perché abbiamo una condizione di finanza pubblica imbarazzante che non si risolverà in pochi mesi. Aggiungiamo, per rimanere agli ultimi fatti, che le scadenze del PNRR ci saranno fino al 2026 e che è prevedibile che le ricadute energetiche, strategiche e diplomatiche della guerra dureranno a lungo. Ben oltre la scadenza naturale di questa legislatura, fissata nella prima parte dell’anno prossimo, quando comunque andremo a votare e il Paese, indovinate un po’,sarà ancora alle prese con qualche emergenza.

Redazione

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