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Preferiresti perdere le chiavi di casa o il telefono?

 

Preferiresti perdere lechiavi di casao iltelefono? A inizio millennio, probabilmente quasi tutti avrebbero risposto il secondo. Nel giro di 10/15 anni lo stesso sondaggio si sarebbe concluso con unex equo. Oggi, la maggior parte di noi preferirebbe smarrire qualsiasi altra cosa piuttosto che ilcellulare. Chi di noi non ha mai conosciuto quella sensazione di isolamento sociale dovuta alla rottura, al furto o alla perdita dellosmartphone? D’altronde, c’è una ragione evidente che spiega il cambiamento avvenuto negli ultimi decenni: è diventato, in un certo senso, una nostra estensione. Secondo la ricerca pubblicata nel 2019 da Asurion, lo utilizziamo circa96 volte al giorno: se poi consideriamo anche le cosiddetteinterazioni rapide, quando cioè lo sbriciamo per guardare le notifiche sullo schermo o per controllare l’orario, allora saliamo a migliaia di volte al giorno. Per la precisione2.600. La pandemia ha sicuramente agevolato il fenomeno: durante il primo lockdown, solamente in Italia, il traffico su rete mobile era lievitato al 74,9%. A rivelarlo una ricerca condotta dalCenter for Media Engagement dell’University of Texas at Austin. Proprio oggi25 maggiosi festeggia ilGeek Pride Day, nato nei primi anni 2000 per celebrare la passione per l’informatica, per ivideogiochie in generale per il mondo diinternet. L’87% degli intervistati da Kingston Technology Company – uno dei più grandi produttori indipendenti di memorie al mondo, dai big data ai notebook, fino ai computer – dichiara di avere unrapporto sanocon latecnologia. Ma sarà vero? Secondo le stime degli esperti con il progresso deidispositivi informatici mobili, entro il 2030 itelefoni cellularisi integreranno perfettamente con larealtà virtuale e aumentata. Ma già da ora, la tecnologia fa parte, ormai, a pieno titolo delle nostre vite. Ce ne serviamo per lavorare, per fare amicizia, persino per rilassarci, quando apriamo un’app di streaming musicale per ascoltare la nostra playlist jazz preferita. “Se essere un geek tecnologico significa passare più tempo nel mondo virtuale che in quello reale, allora essere ungeeknon è più unasottocultura, ma unfenomeno davvero globale. La rapidissima evoluzione tecnologica degli ultimi decenni ha introdotto strumenti e servizi che sono talmente radicati nelle nostre vite, che il più delle voltenon ci rendiamo nemmeno contodi come, quando e quanto li utilizziamo”, afferma Stefania Prando, Business Development Manager di Kingston Technology. L’88% degli intervistati dalla compagnia dichiara di utilizzare dispositivi tecnologici per quasi la totalità della giornata, non solo per lavorare (come quasi l’80% dei casi) ma anche nel tempo libero per utilizzare isocial(73%),scattare foto(60%),guardare filmoserie TV(56%) ogiocare ai videogiochi(12%). In Italia a fronte di 60 milioni di residenti, si contano oltre80 milioni di cellulari. Oggi negli smartphone custodiamo tutta la nostra vita. Pur essendo un telefono, lo utilizziamo sempre meno per chiamare: piuttosto lo prendiamo per chattare sulle varie app dimessagistica, mandareemaildi lavoro o controllare il tragitto per raggiungere un posto. Il 76,9% degli intervistati dichiara che vi sono informazioni che non vorrebbero mai che venissero condivise,il 73% sostiene di essere più preoccupato all’idea di perdere il cellulare rispetto alle chiavi di casa.Infatti, quasi la totalità degli intervistati agisce per proteggere i propri dati inserendo password o tramite il supporto di memorie esterne, rispettivamente il 48% e il 35%. Insomma, un oggetto piccolo, sempre più piccolo, piatto e tascabile, ma cruciale per la nostra quotidianità. Se poi si va più nello specifico, il 13,5% dichiara di utilizzarlo in situazioni poco consone: molti ammettono di usarlonel bel mezzo di una cena romantica(32%), altri durante le feste in famiglia (71%), al bar con gli amici (80%) e persino in palestra o nell’oscurità della sala di un cinema (25%).

Redazione

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