Categories: Diritti

Congedi di paternità: a che punto siamo?

 

Il 20/21/22 maggio torna a Milano ilWeWorld Festival: tre giorni di incontri, dibattiti, mostre e altre performance per fare il punto sullacondizione della donna, dei suoi diritti, sullebarriereancora presenti contro di loro in Italia e nel mondo. WeWorldè un’organizzazione italiana per la protezione dei diritti fondamentali delle persone (in particolare didonneebambinə), impegnata in 25 Paesi del mondo.Diritti umani(dalla parità di genere, prevenzione e contrasto della violenza su bambinə e donne, fino alle migrazioni),salute,istruzione,sviluppo socio-economico,protezione ambientale:questi sono alcuni dei settori in cui opera WeWorld. Illoro obiettivoè creare unmondo più equoe ricco di opportunità, con un maggiore accesso alle risorse, alla salute, all’istruzione e al lavoro, dove anche l’ambiente sia tutelato e considerato una risorsa da difendere. «Un mondo, terra di tuttə,in cui nessunə sia esclusə». Per fare ciò, WeWorld promuovepercorsi di sviluppo umano sostenibilenel rispetto dell’ambiente, per lottarecontropovertà, violenza e ingiustizie. In vista del festival (durante il qualeverranno trattateanche tematiche relative allebarriere di generesul lavoro e allagenitorialità) l’organizzazione ha commissionato a IPSOS l’indagine“Papà, non mammo. Riformare i congedi di paternità e parentali per una cultura della condivisione della cura”. La ricerca è stata condotta con l’obiettivo di indagare riguardo aicongedi di paternitàeparentali, sul loro uso e non uso, per la creazione di nuove politiche che promuovano l’empowerment femminilee lacondivisione della curadeə figliə, tenendo sempre a mente i bisogni di entrambi i genitori. «Il Sistema dei congedi è da riformare»scrive WeWorld. In Italia il lavoro di cura è ancora quasi del tutto affidato alle madri: dopo la nascita di un figlio, le donne perdono il lavoro5 volte piùdegli uomini(25% contro 5%), una condizione che porta a unridimensionamento della loro carriera, della loro indipendenza economica e del loro empowerment. Sono loro, infatti, che nella maggior parte dei casi usufruiscono deicongedi genitoriali. Dall’indagine è emersa unascarsa consapevolezzariguardo allanormativa attuale: 1 genitore su 5 è a conoscenza che il congedo di paternità ha una durata di 10 giorni; 1 su 4 che i congedi parentali sono retribuiti al 30%. 1 padre su 2 (53%) ha usufruito almeno una volta del congedo di paternità, un dato che sale tra gli uomini più giovani (18-44 anni), arrivando a circa il 60%. «Guardando al congedo parentale, che è facoltativo e utilizzabile da entrambi i genitori, emerge che, quando a lavorare sono sia padre che madre,le madri lo utilizzino in misura maggioreo esclusiva in6 casi su 10», riporta WeWorld. Il 36% dei padri ha dichiarato di non aver utilizzato il congedo perché, al tempo,la madre non lavorava.Tutto cambia quando invece sono le donne le lavoratrici: per il 31% il partnernon ha volutoprendere il congedo, un dato che viene confermato anche dai padri stessi (1 su 5). Per quanto riguarda lemotivazioni, nel 29% dei casi è stata la donna a usufruire del congedo perché per il padre era «troppocomplicato assentarsidal lavoro». Ma esistono anche ragioni economiche: «poiché il congedo parentale viene retribuito al 30% dello stipendio – scrive WeWorld – l’impiego più “sacrificabile”risulta quello delle donne, che tendenzialmente percepisconosalari più bassirispetto agli uomini». Nonostante questi risultati, i genitori spessonon si ritengono soddisfattidegli attuali congedi, troppobreviepoco retribuiti. Il 64% dei padri vorrebbe un congedo di paternità di almeno 2 mesi (il 37% di 4). Per il 73% delle madri, invece, il congedo di paternità dovrebbe durare almeno 2 mesi (4 mesi per il 54% e 6 per il 41%). Cosa chiede quindi WeWorld? Chiede diripensare ai nostri modellidi sviluppo economico (ancora stereotipati e maschili, esacerbati da due anni dipandemia), per raggiungere un grado di consapevolezza e dicondivisione della cura deə figliə. Chiede che ladurata del congedoobbligatorio di paternità sia esteso da 10 giorni a3 mesi;che venga introdotto un congedo parentale specifico sia per la madre che per il padre e della durata di 6 mesi; che venganoestesi i congedia tutte le categorie di madri lavoratrici e padri lavoratori (inclusi ə dipendenti pubblici) con l’introduzione di soluzioni alternative (quali sussidi) per ə lavoratorə autonomə e liberə professionistə. La strada verso una maggiore equità genitoriale e di genere sembraancora lungama, intanto, anche quest’anno WeWorld ci offre unospazio di condivisione e dialogoalla dodicesima edizione del suo festival.

Redazione

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