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H&M contro la violenza di genere nelle fabbriche in India

 

Natchi Apparelè uno stabilimento industriale tessile dell’India meridionale e fornitore della catena d’abbigliamentoH&M. Nel gennaio 2021 la dipendenteJeyasre Kathiravelè stata uccisa da un supervisore, presumibilmente dopo essere stata violentata. A conferma di ciò, la famiglia della giovane ha affermato che la ragazza aveva subitomolestie e intimidazionisul luogo di lavoro nei mesi precedenti. Il suo non sembra essere stato un caso isolato. L’anno scorso, dopo la morte di Kathiravel, l’organizzazione no profitRemakeaveva riportato alcune dichiarazioni dell’Asia Wage Floor Alliance(AFWA, alleanza sindacale tra i paesi produttori di abbigliamento in Asia e le regioni di consumo) riguardo iripetuti casidi molestie da parte deisupervisori uominidi Natchi: «Le lavoratrici hanno sottolineato che ci sono molti casi di molestie sessuali e violenze in fabbrica», le quali però risultavanodifficili da dimostrare. Remakeaveva scritto che, secondo l’AFWA, il sindacato femminileTamil Nadu Textile and Common Workers Union(TTCU) era riuscito a raccogliere ladenuncia anonimadi una lavoratrice: «Letelecamere a circuito chiusosi trovano solonei corridoi o all’ingressodella fabbrica ovicino ai bagni. Le usano solo per rimproverarci se trascorriamo troppo tempo non lavorando. Non ci sono telecamere sul luogo di lavoro in quanto tale: è qui che si verificano tutte le molestie. Quindi, non c’èmai alcuna prova. I supervisori sfruttano questa opportunità». Non solo a Natchi Apparel, main tutta l’India le lavoratrici non sono tutelate. Già nel 2019 (due anni prima della morte di Kathiravel)Business and Human Rights Resource Centreaveva denunciato questa insicurezza per le donne indiane, un elemento che si è tramutato negli anni in unbasso tasso occupazionale femminilenel paese. Il primo aprile si è raggiunto unaccordo legale vincolanteper eliminare le molestie, le discriminazioni e le violenze di genere nell’industria tessile di Natchi: tra i firmatari, anche H&M. Come riporta ilGuardian,lavoratori, supervisori e dirigenti dovranno sottoporsi a unaformazione sulla violenza di genere, mentre verrannoridefiniti i comitati per i reclami interni. «Le donne potranno denunciare anonimamente le violenze sessuali a un’assemblea indipendente che avrà il potere dilicenziarei colpevoli echiedere un risarcimentofinanziario per le vittime e le loro famiglie», scrive il giornale. «Tutti i nostri dipendenti meritano sicurezza e rispetto sul lavoro – haaffermatoSubhash Tiwari, Ceo diEastman Exports, uno dei maggiori produttori di abbigliamento in India e firmatario dell’accordo – La nostra speranza è che questa partnership non solo abbia un impatto positivo sulla preziosa forza lavoro di Natchi, ma serva anche damodello per altre fabbriche di abbigliamento». Anannya Bhattacharjee, coordinatrice internazionale di AFWA, ha invece focalizzato l’attenzione sul potere dellacollaborazione tra diversi attori per un fine comune, definendo l’accordo «un modello di come marchi di moda, fornitori e sindacati possano lavorare insieme per prevenire e rimediare alla violenza di genere nelle catene di abbigliamento asiatiche». «Siamo felici di collaborare con H&M eEastman Exportsnell’attuazione di un accordo che offra unapproccio multiforme per la realizzazione di luoghi di lavoro liberi dalla violenza», ha aggiunto. In definitiva, unavittoriaper le lavoratrici di Natchi e uncambiamento significativonell’intera industria di abbigliamento dell’India. E speriamopresto dell’Asia.

Redazione

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