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Arrivano gli “scienziati ribelli” per la rivoluzione climatica

 

Si chiamanoscienziati ribellie si battono per larivoluzione climatica. In 19 paesi del mondopiù di mille scienziatidi ogni disciplina aapriledaranno il via a una ribellione globale per scuotere le coscienze e spingere i governi a una azione concreta e immediata per evitare che il Pianeta vada oltre quei +1,5 gradi che sta ormai raggiungendo. Dopo il grandesciopero globale del clima che il 25 marzoin tutto il mondo vedrà scendere in piazza l’onda verde dei giovani studenti di Fridays For Future, ad aprile il gruppo degli “scientist rebellion” darà vita a diverse manifestazioni per ribadire il concetto della necessità di una azione urgente. In Italia, dal 4 al 9 aprile, è prevista dunque una settimana di “mobilitazione non violenta”. In un video suYoutubediversi ricercatori italiani provano a raccontare le ragioni della loro ribellione. All’interno delleuniversitàsono state spedite mail e inviti a prendere parte alla “ribellione”. Si terranno incontri, conferenze, azioni dimostrative, ma anche scioperi con messaggi condivisi via social. Tra i “ribelli” ci saranno anche alcunecelebrità nel mondo della scienza, come lo scienziato e attivista della NASAPeter Kalmus. Il loro, raccontano sui siti, è un atto necessario, una ribellione che nasce dalla presa di coscienza che con i normali “avvertimenti” della scienza finora nulla è cambiato. “Come scienziati – sostengono – abbiamo provato a scrivere rapporti e a fare presentazioni sul clima e sulla crisi ecologica a chi è al potere.Ora dobbiamo avere l’umiltà di accettare che questi tentativi non hanno funzionato.Oraè il momento per noi di agire, in modo da mostrare quanto seriamente prendiamo i nostri avvertimenti”. Si chiedono: “Che senso ha documentare in modo sempre più dettagliato la catastrofe che dobbiamo affrontare,se non siamo disposti a fare nulla al riguardo?Gli accademici sono in una posizione perfetta per condurre una ribellione: lavoriamo in centri ricchi di conoscenze e competenze, siamo ben collegati in tutto il mondo e con i Governi, abbiamo grandi piattaforme da cui informare, educare e radunare, e abbiamo autorità e legittimità implicita, che è la base del potere politico. Possiamo fare la differenza.Dobbiamo fare il possibile per fermare la più grande distruzione della storia umana”. Lo scopo saràriuscire a mobilitare oltre 1000 scienziatiin tutto il mondo che a loro volta coinvolgeranno cittadini, studenti, abitanti di una Terra che ha bisogno di un cambiamento immediato: “Non c’è mai stato momento migliore per unirsi a noi – chiosano sui loro social invitando le persone a prendere parte di questa svolta – sintonizzatevi e partecipate alla ribellione degli scienziati”.

Redazione

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