Questa è la storia di Gabry e Lulù. Gabry c’è ancora e Lulù non c’è più. Gabry e Lulù hanno due punti in comune. Quando erano piccoli piccoli hanno avuto una malattia brutta brutta.Il loro vero punto in comune, però, è una cosa bella: hanno dei genitori specialissimi.Anche se erano sconsolati, infatti, i genitori di Gabry e Lulù non sono caduti nel pozzo della tristezza senza fondo. Per lottare contro la malinconia, hanno deciso di aiutare tutti i bambini che, comeGabryeLulù, non stavano bene e avevano bisogno di cure. Adesso i genitori di Gabry e Lulù hanno bisogno dei tuoi genitori per fare un incantesimo.Questo incantesimo ha un nome un po’ strano ma potente come una formula magica:LiberAction.Devi sapere che quando un bambino sta davvero molto male e bisogna salvargli la vita, va in un angolo speciale dell’ospedale che si chiama Terapia Intensiva. Avrai sentito tante volte questa parola da quando c’è il coronavirus: infatti bisogna salvare la vita a tanta gente. Salvare vite è una faccenda complicatissima. Giorno e notte, un gran via vai, marchingegni rumorosi che non vanno mai spenti, luci e lucine di giorno e di notte, e tanti dottori coraggiosi.Per aiutare i bambini e i grandi che arrivano in Terapia Intensiva, gli si dà una pozione che li fa dormire profondamente e molto a lungo. Tipo Biancaneve ma senza mele velenose e senza sbaciucchiamenti.Dormendo, non sentono niente e non vengono disturbati da tutto il gran chiasso di luci e rumori dell’ospedale. L’incantesimo del sonno ha salvato un sacco di gente. Con il tempo, però, i dottori hanno capito che queste lunghissime nanne non sono proprio riposanti. C’è chi si risveglia un po’ intontito, chi vede le stelline, chi rimane tutto incriccato.Con la formula magica “LiberAction”, l’ospedale “Bambino Gesù” di Roma vuole evitare che i bambini escano dalle Terapie Intensive vivi sì, ma un po’ malconci.I tuoi genitori possono partecipare a questa avventura dando qualche soldino per comprare dei macchinari superpotenti. Con queste supermacchine, i bambini potrebbero giocare, muoversi e dormire solo quando è davvero ora di fare la nanna. Perché, diciamocelo: non c’è niente di peggio che andare a dormire quando si potrebbe ridere, giocare e stare con mamma e papà.
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