Categories: Diritti

Dalla Russia con terrore

 

Pace, giustizia e istituzioni forti. Era sembrato di leggere che tragli obiettivi dell’agenda 2030 definiti dall’Onu e sottoscritti dalla Russiaci fosse questo capitoletto, al punto 16, che cita più o meno così: “Occorre ridurre ovunque e in maniera significativatutte le forme di violenza e il tasso di mortalità a esse correlato, occorre garantire un pubblico accesso all’informazione e proteggere le libertà fondamentali e consolidare le istituzioni nazionali più importanti, anche attraverso la cooperazione internazionale, per sviluppare a ogni livello, in particolare nei paesi in via di sviluppo, capacità perprevenire la violenza e per combattere il terrorismo e il crimine”. Ora. Ogni promessa – per alcuni – non è debito. Maa cosa serve partecipare e dichiararsi a favore della sostenibilità quando si calpestano con efferatezza i diritti umani più basilari?C’è un senso di impunità nel volto di Putin che fa rabbia. In quel suo faccione liscio pieno di botulino e grasso si legge non solo finzione ma goliardia, spocchia, compiacimento. Putin sa che rimarrà impunito perché altrimenti scoppierebbe una terza guerra mondiale. E allora, si fa bello dei nuovi missili che s’è comprato, e costruito, e della propria capacità di violare l’Ucraina mentre noi, come bambini, assistiamo inermi. Appena scoppiata la guerra, l’economistaAzzurra Rinaldirifletteva se sarebbe stato diverso, sele cose sarebbero andate diversamente, se al comando dei Paesi più potenti ci fossero donne.Se il sovranismo sia una “malattia” maschile, e se le dittature siano frutto di frustrazioni represse. Me lo sono domandata anch’io, soprattutto oggi, quando cominciamo a parlare di guerra economica, e del costo che avrà questa follia russa per tutti noi. Eravamo prontə a consumare meno e produrre meglio, a quasi chiudere la questione PNNR, e prestiti con l’Europa, le banche e noi stessi, quando invecerieccoci qui, a dover fare sacrifici per un dittatore al comando. Uno che invitavamo in vacanza in Sardegna, a fare la bella vita.Uno coi conti correnti non solo nei paradisi fiscali, ma in Inghilterra, e certamente inSvizzera(a proposito, anche la Svizzera ha dichiarato che bloccherà i suoi conti o il suo silenzio si sta facendo imbarazzante). E allora rieccoci, a ripensare l’approvvigionamento delle materie prime, e a ritornare a pensare dispendere, e spendere tanto, perché qualsiasi cosa faremo costerà cara, carissima, alle famiglie. E allora eccoci a bloccare loSwift Code, quando la Cina gliene creerà uno bello nuovo, fatto a hoc, per rientrare nel mercato globale. E rieccoci, ancora peggio, ripiombare nel disagio psicologico di una guerra – questa volta non una pandemia – che ci sta accanto e che, come il Covid, pensavamo non ci riguardasse finché non è arrivato e ci ha invaso non ci credevamo. Si può continuare a vivere mentre bombardanoKyïv, si domanda Michela Murgia? Dobbiamo provarci, come persone. Come giornale, stiamo cercando di capire quale possa essere l’impatto sull’ambiente, sui diritti e sull’economia del nostro Paese. Condividere le informazioni, in questo momento, e non il terrore, a mio parere, è già qualcosa.

Redazione

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