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Perché l’economia dei rifiuti fa bene anche al clima

 

Circolare, prego! Più che un appello agli automobilisti in un traffico congestionato dovrebbe essere una richiesta per il futuro di tutte legestioni dei rifiutinel mondo, perché un corretto riciclo può portare importantibenefici all’ambiente: un nuovo studio suggerisce infatti che entro il 2050 il mondo potrebbe eliminare una larga parte di inquinamento atmosferico dovuto ai rifiuti, che attualmente contribuisce con 150 milioni di tonnellate di emissioni di anidride CO2 annue, semplicemente cambiando il modo in cui buttiamo via le cose. In più, se si riuscisse a migliorare la gestione dei rifiuti anche nei paesi più poveri del Pianeta, riducendo le disuguaglianze che oggi persistono, si farebbe un fondamentalepasso avanti nella lotta alle emissioni climalteranti. A dircelo è uno studio austriaco intitolatoPotentials for future reductions of global GHG and air pollutants from circular waste management systemspubblicato suNature Communicationsda un team internazionale di ricercatori dell’International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) e della Universität für Bodenkultur Wien (BOKU). Gli esperti spiegano come sistemi efficaci e circolari di gestione dei nostri rifiuti possono giocare una partita decisiva nel ridurre emissioni e inquinanti atmosferici. Ad oggi, ricordano gli studiosi, più o meno un sesto della popolazione, soprattutto i paesi ad alto reddito, genera un terzo della spazzatura di tutto il mondoma solo il 13% circa viene riciclatoe il 5,5% compostato. Nei paesi a basso reddito invece manca, in generale, un sistema di gestione corretto dei rifiuti. «L’assenza di impianti di trattamento adeguati per far fronte alle grandi quantità di rifiuti, soprattutto nei paesi a basso reddito, comporta spesso impatti ambientali e sanitari, comprese le emissioni di inquinanti tossici e gas serra nell’atmosfera» spiegano i ricercatori. C’è dunque bisogno di un programma di implemento dell’economia circolare «un sistema sostenibile in cui la produzione di rifiuti è ridotta al minimo, i programmi di raccolta dei rifiuti raggiungono l’intera popolazione, la combustione all’aperto dei rifiuti viene eliminata, i rifiuti vengono deviati dalle discariche, i materiali vengono riutilizzati e riciclati e, come ultima risorsa, vengono inceneriti in modo efficiente per produrre energia». Attualmente la quantità di rifiuti prodotti cresce ogni anno con l’aumento della popolazione mondiale ela produzione globale di rifiuti si stima che potrebbe raddoppiare entro il 2050. I rifiuti generati creano impatti ambientali che vanno dall’inquinamento atmosferico a quello dell’acqua sino alle emissioni: eppure – ricordano i ricercatori – la gestione dei rifiuti sembra essere trascurata nelle discussioni su come affrontare il cambiamento climatico. Per questo gli esperti hanno raccolto i dati di gestione dei rifiuti in184 fra paesi e regioni del mondo, sia in aree urbane che rurali. Da qui hanno sviluppato una serie di scenari chiamati “percorsi socio economici condivisi” in grado di creare delle proiezioni su come nel mondo si potrebbe sviluppare l’economia circolare degli scarti. Attraverso una serie di dati e modelli gli esperti hanno ipotizzato che gli scenari di gestione circolare dei rifiuti consentirebbero diraccogliere tutti i rifiuti del mondo entro il 2050, riciclare il 90% di quelli di carta e tessili e l’80% di plastica e legno e inviare il 100% dei rifiuti alimentari a impianti che producono biogas per l’energia. Naturalmente si tratta di scenari ipotetici ma che ricordano l’importanza di implementare i sistemi di economia circolare per la lotta al surriscaldamento:i rifiuti rappresentano attualmente l’8% delle emissioni di metanocausate dall’uomo e se le attuali pratiche di gestione continueranno, ciò aumenterà al 13% nel 2050. La buona notizia è però che – nello scenario migliore – queste emissioni di metano potrebbero ridursi dell’88% e per farlo è necessario ragionare soprattutto sulle discariche nei paesi meno sviluppati, su come perfezionarle. Qui spesso i rifiuti finiscono per essere bruciati rilasciando emissioni e inquinanti, con una gestione circolare dei rifiuti però «sarà possibile eliminare virtualmente la combustione all’aperto e quindi questa fonte di inquinamento atmosferico già nel 2030». Infine, ricordano gli autori della ricerca, per riuscire a centrare questi obiettivi saranno necessarie nuove leggi e politiche e finanziamenti per i paesi meno ricchi ma anche l’azione di ognuno di noi: «Il principale cambiamento che possiamo introdurre nel nostro comportamento è consumare meno e di conseguenza generare meno rifiuti. Sebbene il riciclo sia importante per un’economia circolare, il riutilizzo dovrebbe essere considerato prima di tutto».

Redazione

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