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Digital Humanities, un Master molto particolare

 

All’inizio poteva essere, se non un azzardo, almeno un esperimento piuttosto particolare e coraggioso. Il pregiudizio che vuole le scienze umanistiche completamente scisse rispetto a quelle scientifiche è infatti duro a morire in Italia, probabilmente più ancora che in altri Paesi. Vecchie eredità che, nel ventunesimo secolo e in un mondo sempre più digitalizzato, hanno sempre meno senso di esistere. Come scrive lo stesso comunicato stampa prodotto dall’Università Statale di Milano, “Il Master in Digital Humanities […] ha una forte impronta interdisciplinare umanistica e informatica, due poli che saranno sempre di più connessi, al punto che non sarà più possibile pensare a un progetto umanistico senza una prospettiva digitale, e a una attività informatica priva di una base di soft skills e conoscenze umanistiche”. Spiega il coordinatore del Master, Fabio Venuda, entrando più nello specifico: “Il Master vuole formare nuovi professionisti in grado di creare, elaborare, diffondere e fruire online di tutte le fonti disponibili, analogiche, digitali o digitalizzate che siano. È rivolto ai laureati sia di discipline umanistiche che informatiche, per aiutarli a sviluppare un pensiero trasversale che consenta di immaginare progetti informatici e umanistici da realizzare esclusivamente in ambiti digitale”. Intersezioni ancora poco percorse, quelle fra approcci umanistici e digitali-informatici, che possono però dare un contributo davvero importante alle nostre conoscenze e, ancora di più, alla nostra quotidianità. Tutto questo comunque è stato già in qualche modo percepito: nato quasi come un esperimento, il Master arriva con quest’anno alla sua terza edizione e lo fa dopo prime due edizioni di grande successo. Tra gli insegnamenti previsti, discipline come“Ambienti virtuali e digital storytelling”, “Archivistica digitale”, “Editoria multimediale: e-book e riviste digitali”, “Linked open data e semantic web”, “Tecniche di analisi dei dati e big data”, “Digital manuscript studies”, “Museologia e museografia digitali”. Nel percorso non manca poi una fase di tirocinio, di “messa a terra” degli insegnamenti, che può contare sulla collaborazione di partner davvero di alto livello quali a esempio la Fondazione Teatro La Scala, il Max Planck-Kunsthistorisches Institut in Florenz, le case editrici Pearson e Bibliografica, la Fondazione Renzo Piano, OCLC (Online Computer Library Center), le aziende Ebsco, ProQuest e Gale, La Fondazione 1563 per l’arte e la cultura della Compagnia di San Paolo di Torino, il Sistema Museale della Statale in collaborazione con Google Arts & Culture, Wikimedia italia, il Centro Apice, l’azienda IDM (Integra Document Management). Nell’edizione di quest’anno, i posti disponibili sono 32 e il termine ultimo per partecipare al bando è fissato per il 4 febbraio 2022. Ulteriori informazioni si possono averea questo linke sulsito del Master.

Redazione

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