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L’assalto di Capodanno di atomo e gas

 

La Commissione europea ha deciso di inserire il gas e il nucleare tra le fonti di energia etichettabili come “green” nella Tassonomia Europea per la Finanza, ovvero il quadro che definisce come classificare gli investimenti, nello specifico quelli legati alla decarbonizzazione. In questo modo saranno considerate fonti necessarie per la transizione ecologica e finanziabili con il Recovery Fund. Questo è l’argomento più discusso dagli esperti durante questa strana settimana, tra festività e pandemia. Un tema che spacca l’Europa, con paesi come Spagna, Danimarca, Olanda e Svezia duramente opposti, e invece nazioni come Francia intenzionata a non capitolare sul nucleare e la Germania che vuole difendere gli interessi sul gas. Ma non solo, come dice Luca Bonaccorsi direttore della Finanza sostenibile di T&E: “Dietro la ‘legge truffa europea’ che tenta di spacciare gas e nucleare come energie pulite e rinnovabili ci sono anche le impronte digitali di Draghi e di Cingolani”. Da settimane varie forze spingono infatti per includere nucleare e gas nell’elenco “virtuoso”, spingendo specialmente sulle centrali a turbo-gas da accendere durante i cali di produzione delle rinnovabili. Insistere su nucleare e gas viola il principio cardine del Green Deal e della Transizione Ecologica, oltre che qualsiasi logica rigorosa di rischio finanziario. Già oggi in Italia sono programmate numerose centrali a turbo-gas, e nessuno vieta la ricerca e commercializzazione delle centrali a fusione nucleare. Ma data l’urgenza di accelerare su solare, eolico e efficienza energetica, bisogna dare giuste priorità: e sostenere un settore estremamente costoso (il nucleare) e uno inquinante e storicamente sovvenzionato riccamente (gas) è una pessima idea. Qua non si tratta di negare il nucleare 2.0 (che non sarà realizzabile prima del 2040 in ogni caso) ma di dare vera priorità alle rinnovabili. Rimangono pochi giorni per commentare le norme complesse della Tassonomia (le osservazioni sono attese entro la fine della prossima settimana). L’Italia gioca un ruolo chiave di ago della bilancia in questa discussione. Cittadini, attivisti, mondo imprenditoriale e forze politiche devono farsi sentire la propria voce per difendere il Green Deal, il piano più ambizioso dell’Italia e di tutta l’Europa.

Redazione

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