A Indianapolis si è svolta una gara storica. In una delle piste più famose al mondo si sono sfidate nove ruggenti monoposto a guida autonoma, a più di 200 km orari. Il team vincitore è il “Tum – Autonomous MotorSport” del Politecnico di Monaco, che si è aggiudicato un montepremi da 1 milione di dollari. A seguire, al secondo e terzo posto l’EuroRacing, che vede insieme alle università di Reggio Emilia, Pisa e Modena quella di Zurigo e la Accademia Scientifica della Polonia, e la PoliMove, messa a punto dal Politecnico di Milano con l’aiuto dell’Alabama. Una data da ricordare per l’industria dei motori. L’Indy Autonomous Challenge è una competizione in cui università e aziende di settore collaborano in un progetto automobilistico. In questa edizione nove vetture in tutto e molti atenei coinvolti. Nessun sorpasso improvviso e nessun duello fianco a fianco, ma un altro tipo di fascino, decisamente unico. La prova consisteva nel compiere singolarmente due giri cronometrati. L’Università di Monaco, la migliore in pista, ha raggiunto la velocità di 218 km orari. Una vittoria conquistata dopo un serrato testa a testa con l’EuroRacing, sulla carta in grado di correre a 224 km orari, ma che per dei problemi tecnici non è riuscita a trionfare. Anche la monoposto del Politecnico di Milano è incappata in qualche disavventura: due GPS rotti che hanno compromesso l’andamento della gara. L’Italia ha brillato in pista, inoltre, per le auto e i telai messi a disposizione da Dallara, che ad aprile sarà impegnata nel campionato statunitense di Indy Lights. Nuove sfide all’orizzonte per l’azienda di Varano de Melegari.
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