Economia

Turismo: non c’è la montagna tra le prime 20 località italiane

Secondo il rapporto realizzato da Sociometrica, i motivi sono le piccole dimensioni dei suoi centri, la difficoltà nel raggiungerla e la mancanza di infrastrutture. Primeggiano, invece, le città d’arte e i comuni balneari
Credit: Joel & Jasmin Førestbird  

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20 maggio 2024 Aggiornato alle 15:00

Il turismo svolge, sicuramente, un ruolo centrale dal punto di vista dell’economia, soprattutto in un Paese ricco e variegato come il nostro. Nel 2019, si è raggiunto il record di presenze turistiche sul nostro territorio e, a causa della pandemia, soltanto a partire dal 2022 si è potuto registrare un andamento che risulta, attualmente, ancora in crescita.

A fornire un’analisi completa della situazione nei comuni italiani è la ricerca La ricchezza dei comuni turistici condotta da Sociometrica, che analizza il valore aggiunto prodotto dal turismo in una determinata località stilando anche una classifica dei diversi comuni.

Considerando i dati relativi al turismo nel 2022, notiamo che sono state raggiunte 412 milioni di presenze turistiche in ogni tipo di esercizio alberghiero ed extra-alberghiero, per un valore pari al 94,3% del 2019. Sono stati, quindi, pienamente raggiunti i livelli record del 2019.

Considerando, invece, il valore aggiunto la situazione è la seguente: nel 2019 il calcolo del valore aggiunto turistico è stato di 99.903 milioni di euro. Abbiamo, per il 2022, una stima del valore aggiunto complessivo del turismo di 94,2 miliardi di euro, a prezzi costanti, cioè non tenendo conto degli effetti dell’inflazione, mentre a prezzi correnti è di 101,9 miliardi di euro.

La classifica stilata è la seguente:

1 Roma 8.523.423.056 euro

2 Milano 3.625.560.074 euro

3 Venezia 3.089.141.348 euro

4 Firenze 2.541.406.369 euro

5 Rimini 1.481.114.745 euro

6 Napoli 1.466.819.094 euro

7 Cavallino-Treporti 1.381.751.037 euro

8 San Michele al Tagliamento 1.323.270.968 euro

9 Jesolo 1.179.379.689 euro

10 Torino 1.113.124.442 euro

11 Bologna 1.024.110.637 euro

12 Caorle 986.259.791 euro

13 Lignano Sabbiadoro 882.412.529 euro

14 Lazise 834.146.349 euro

15 Palermo 814.905.341 euro

16 Cesenatico 768.416.328 euro

17 Riccione 756.797.747 euro

18 Cervia 742.370.475 euro

19 Verona 739.246.801 euro

20 Sorrento 728.415.022 euro

Come si può notare, le prime quattro posizioni sono occupate dalle cosiddette città d’arte. Non stupisce, infatti, la prima posizione occupata dal comune di Roma, che da solo produce quasi il 10% della ricchezza generata dai primi 500 comuni turistici italiani.

Spicca, invece, in quinta posizione il comune balneare di Rimini. Ma non è la sola località balneare in classifica: molto bene, infatti, anche il gruppo dei comuni della costa del Veneto (Cavallino-Treporti, San Michele al Tagliamento, Jesolo e Carole) che occupano rispettivamente le posizioni 7, 8, 9 e 12.

Si nota, dunque, una rilevante presenza di città d’arte grazie alla loro versatilità in ambito turistico: non solo musei, infatti, ma anche sport, eventi musicali, shopping e formazione sono tutti fattori che contribuiscono alla loro attrattiva.

Stupisce, invece, la completa mancanza di comuni montani nelle prime venti località. I fattori che contribuiscono a ciò sono molteplici. Prima di tutto, molto spesso questi paesi hanno delle dimensioni molto piccole, cui si aggiunge anche il fattore della lontananza dalle grandi città e dalle grandi arterie del turismo internazionale, insieme alla mancanza di infrastrutture adeguate.

Ma tutto questo non riguarda soltanto le località di montagna: la stessa dinamica si registra anche al Sud, dove molte zone balneari risultano molto spesso difficili da raggiungere e, di conseguenza, poco attrattive per i turisti.

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