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Spazio: iniziata la fase più intensa di attività del Sole

La scorsa settimana ci sono stati ben 16 brillamenti solari di classe X (la categoria più potente): martedì la Nasa ha registrato l’eruzione più forte degli ultimi sette anni
Credit: Nasa
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20 maggio 2024 Aggiornato alle 18:00

Un’immagine del Solar Dynamics Laboratory della Nasa ha catturato un fenomeno astronomico straordinario: un brillamento solare di classe X, lanciato dal Sole martedì scorso. L’eruzione si è verificata intorno alle 13:00, ora orientale, ed è stata classificata appunto come un brillamento X, la categoria più potente. Più in dettaglio, si è trattato di un X8.7, all’estremità superiore dello spettro della classe X, che va da 1 a 9. Ma che cos’è esattamente questo fenomeno?

In breve, si tratta di enormi esplosioni sulla superficie solare che inviano nello spazio energia, luce e particelle ad alta velocità, influenzando a volte anche la Terra. Nello specifico, martedì il Sole ha emesso il più grande brillamento solare degli ultimi 7 anni, nonché il più significativo del ciclo solare di 11 anni in corso.

L’eruzione, inoltre, ha seguito di pochi giorni la più intensa tempesta geomagnetica degli ultimi 20 anni, che ha illuminato i cieli notturni con aurore particolarmente vivide e diffuse. In particolare, il brillamento si è verificato sul fianco occidentale del Sole, una regione che sta ruotando lontano dalla Terra.

Questo evento ha avuto origine da un ammasso molto grande e complesso di macchie scure, note anche come macchie solari, dove il campo magnetico del Sole è più forte; quelle stesse macchie, grandi circa 17 volte il diametro della Terra, che sono state responsabili della recente tempesta geomagnetica che ha colpito la Terra pochi giorni fa colorando i nostri cieli di tinte insolite.

Ma quali sono le implicazioni e le conseguenze di questo fenomeno? I brillamenti solari, come detto, inviano energia, luce e particelle ad alta velocità nello spazio, e, secondo la Nasa, sono eventi causati dalla riorganizzazione improvvisa dei complessi campi magnetici del Sole.

La luce emessa da questi fenomeni, poi, impiega circa 8 minuti per raggiungere la Terra, influenzando i segnali radio che viaggiano attraverso la nostra atmosfera superiore. Sebbene spettacolari, i brillamenti solari non sono le stesse eruzioni note come “espulsioni di massa coronale” (Cme), che possono dar vita ad aurore visibili dal nostro Pianeta.

Ma ci saranno conseguenze? Fortunatamente, la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) tende a escluderlo, e ha rassicurato che probabilmente no: nessun impatto geomagnetico sulla Terra. Questa attività non è stata del tutto inaspettata: il Sole, infatti, sta entrando nel suo periodo più attivo degli ultimi decenni. In particolare, questa stella ogni 11 anni subisce un cambiamento significativo quando i poli magnetici nord e sud si scambiano di posto, il che accade durante il cosiddetto ciclo solare.

Durante questa fase, il livello di attività sulla superficie solare varia: il minimo solare rappresenta il periodo di minore attività, mentre il massimo, atteso per quest’anno, rappresenta al contrario il picco di attività. Keith French, un astrofisico solare del National Solar Observatory, ha riferito al Washington Post che nell’ultima settimana il Sole ha emesso 16 brillamenti di classe X: di questi, 11 provenivano dallo stesso ammasso di macchie solari responsabile del brillamento di martedì, e 5 da un’altra regione attiva.

Il Sole, dunque, si sta preparando a un’esibizione di attività che promette di essere affascinante e, sebbene possa avere alcune ripercussioni per il nostro Pianeta, rappresenta anche un’opportunità unica per approfondire la nostra comprensione dei fenomeni solari.

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