Diritti

Nigeria: annullato un matrimonio di massa di 100 ragazze

La proposta sostenuta da un legislatore statale e da un gruppo di leader religiosi è stata bloccata grazie alla petizione del gruppo Concerned Nigerians e all’intervento di Uju Kennedy-Ohanenye, ministra nigeriana per gli affari femminili
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Chiara Manetti
Chiara Manetti giornalista
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20 maggio 2024 Aggiornato alle 19:00

La cerimonia era prevista per il 24 maggio: 100 ragazze e donne avrebbero dovuto sposarsi in un grande matrimonio di massa in Nigeria. Ma dopo le preoccupazioni sollevate dall’organizzazione Concerned Nigerians e dalla ministra nigeriana per gli affari femminili, Uju Kennedy-Ohanenye, tutto è stato annullato.

La cerimonia aveva ricevuto il sostegno di Abdulmalik Sarkindaji, presidente dell’Assemblea nazionale dello Stato nord-occidentale del Niger e membro del partito al potere All Progressive Congress. Era parte del suo progetto elettorale volto ad alleviare la povertà nel Paese: non è raro che i matrimoni di massa vengano celebrati per aiutare economicamente le famiglie povere. Soprattutto nel nord, a maggioranza musulmana, dove i tassi di povertà sono più alti rispetto al sud a maggioranza cristiana. L’anno scorso, per esempio, nel nord-ovest della Nigeria, lo Stato di Kano ha finanziato e organizzato un matrimonio di massa per 1.800 coppie come parte degli sforzi per aiutare i residenti più poveri a sposarsi.

Sarkindaji ha detto che le 100 ragazze in questione erano orfane che avevano perso i loro familiari durante gli attacchi delle bande armate che vagano nel nord della Nigeria, che confina a nord con il Niger, e ha promesso di pagare le loro doti e procurare tutto il necessario per la cerimonia.

Ma qualche giorno fa Uju Kennedy-Ohanenye si è rivolta all’Ispettore generale della polizia e ha chiesto un’ingiunzione del tribunale per sospendere il matrimonio e accertare l’età e il consenso delle ragazze, oltre all’identità dei loro potenziali partner: anche se la legge federale prevede che l’età legale per il matrimonio sia 18 anni, gli Stati nigeriani possono stabilire la propria. Il portavoce di Sakindaji, Auwal Mohammed, ha spiegato che anche in Niger è 18 anni, ma secondo la legge della Sharia, che viene praticata nel Paese, una ragazza può essere sposata una volta raggiunta la pubertà. Secondo l’Unicef, in tutto il mondo, circa 1 ragazza su 5 viene sottoposta a un matrimonio precoce durante l’infanzia. Chi si sposa prima dei 18 anni ha maggiori probabilità di subire violenza domestica e meno probabilità di restare a scuola, spiega il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia.

Lunedì, durante una conferenza stampa, Kennedy-Ohanenye si è opposta alla cerimonia delle 100 ragazze schierandosi a favore «della loro istruzione e della loro emancipazione»: «Queste ragazze, come le loro coetanee nel Paese e nel mondo, hanno grandi potenzialità e talenti e come tali hanno bisogno di avere l’opportunità di svilupparsi e raggiungere il loro massimo nella vita», ha detto la ministra nigeriana. Dando priorità a istruzione ed empowerment rispetto al matrimonio precoce, ha spiegato Kennedy-Ohanenye, si spezzerà il ciclo di povertà e disuguaglianza che affligge le orfane, e questo consentirà loro di sposare chi preferiscono e ridurrà ulteriormente i casi di violenza di genere e di non scolarizzazione.

A sostenere la proposta di Sarkindaji sono stati l’Organizzazione degli Imam della Nigeria e altri gruppi musulmani, che hanno accusato la ministra Kennedy-Ohanenye di aver oltrepassato i suoi doveri e ne hanno chiesto la sospensione. Tuttavia, subito dopo le osservazioni della ministra, Sarkindaji ha detto ai giornalisti che avrebbe ritirato il suo sostegno al matrimonio di massa e avrebbe lasciato decidere alle famiglie: «L’ho fatto in buona fede», ha spiegato.

Prima della decisione, il gruppo di attivisti per i diritti umani Concerned Nigerians aveva lanciato una petizione per fermare la cerimonia: “Esortiamo il governo dello Stato del Niger a rispettare il suo dovere di proteggere i diritti di queste ragazze orfane, dando priorità alla loro istruzione e al loro benessere - si legge nella petizione, che ha superato le 10.000 firme da quando è stata promossa, il 15 maggio - Piuttosto che sottoporle a matrimoni forzati, chiediamo al governo di fornire un sostegno adeguato, compreso l’accesso a un’istruzione di qualità e a cure adeguate in orfanotrofi ben gestiti. Inoltre, imploriamo il governo nigeriano di intervenire in questa vicenda e di garantire che i diritti di queste ragazze vulnerabili siano rispettati in conformità alla Costituzione e agli standard internazionali sui diritti umani”.

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