Ambiente

Caccia 7 giorni su 7 ed esche vive: gli emendamenti nel Dl Agricoltura

La proposta che ha preso il nome di Legge Bruzzone ipotizza l’eliminazione del limite di chiusura della stagione venatoria. I cacciatori sarebbero così autorizzati ad agire anche nel pieno della migrazione pre-riproduttiva degli uccelli
Credit: Nick Fewings 

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16 maggio 2024 Aggiornato alle 20:00

Il deputato Francesco Bruzzone, Responsabile Federale del Dipartimento Caccia della Lega, in un video parla a nome di “tutti noi cacciatori” e dice: “Finalmente ci siamo, l’atteso decreto legge in materia di Agricoltura, al cui interno ci sono anche modifiche alla Legge 157, ormai ha chiuso il suo iter procedurale”.

In effetti come è stato annunciato ieri in Aula al Senato, dopo l’ok da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al dl Agricoltura - che già rallentava e frenava in maniera preoccupante la diffusione dei pannelli solari -, a breve inizierà il suo iter finale, al via proprio da Palazzo Madama.

“Sono pronti gli emendamenti, li conoscete, quelli da inserire nel decreto legge per abbreviare i tempi e annullare completamente l’ostruzionismo che è in corso”, spiega al suo pubblico di utenti, Bruzzone.

Poi l’onorevole comincia a illustrare alcuni dei provvedimenti, a partire dai calendari venatori che secondo lui “non devono più essere impugnabili al Tar”. Cita quindi il tema dei valichi montani, dei “richiami vivi” - che vedremo più nel dettaglio tra qualche riga -, delle opzioni delle forme di caccia, dell’attestato di abilitazione per la caccia di selezione “che deve valere su tutto il territorio nazionale”. Si tratta di argomentazioni care ai cacciatori.

Per la discussione del testo e per l’approvazione delle due Camere, “i tempi stavolta non potranno essere lunghi, sono contingentati: il decreto legge dev’essere convertito in 60 giorni”, assicura, “È arrivato il tempo della concretezza, quelle che potevano apparire come promesse elettorali perché ci sono le elezioni non lo sono più. Siamo di fronte al passaggio definitivo per portare a casa il risultato”.

Per Bruzzone, ancora, si tratta di misure “importanti per noi cacciatori, cose che vogliamo, meritiamo e attendiamo ormai da tempo. È la volta buona”.

Le norme stanno facendo sorgere molte critiche, che la Federazione Italiana della Caccia liquida così: “Non mancano le critiche dei soliti anti-tutto”.

La proposta al vaglio del Parlamento, che ha già preso proprio il nome di Legge Bruzzone, modifica la normativa nazionale sulla caccia ipotizzando tra le altre cose l’eliminazione del limite di chiusura della stagione venatoria: in sostanza, i cacciatori potrebbero essere autorizzati ad agire anche nel mese di febbraio e oltre, nel pieno della migrazione pre-riproduttiva degli uccelli.

Non solo, la loro attività verrebbe concessa sette giorni su sette, cancellando i due giorni di “silenzio venatorio”. Inoltre, uccelli vivi potrebbe tornare a essere tenuti tutto l’anno in gabbiette in modo da essere usati come richiami per gli altri animali, una pratica attualmente vietata.

Tra le fragorose voci contrarie che si sono levate, la nota scrittrice Susanna Tamaro, figlia di cacciatori, ha preso una posizione netta sul Corriere della Sera facendo esplicito riferimento a “l’inutile crudeltà delle esche vive” e alle ricadute negative per le specie e gli ecosistemi: “Dico no alla caccia senza limitazioni”, afferma.

Il Fatto Quotidiano a sua volta titola: “Legge spara-tutto sulla caccia infilata nel decreto Agricoltura: ecco la forzatura della Lega per approvarla senza dibattito”. Il quotidiano propone dunque la petizione sulla piattaforma Io Scelgo, un appello vicinissimo alle 50mila firme.

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