Ambiente

Guuud Niuuuz: l’energia rinnovabile dai vulcani (e altre cose belle)

Ogni settimana, 4 buone notizie green dal mondo che forse non conoscevi: per essere più “eco” e meno “ego”
Credit: Asa Steinarsdottir

Oggi la crisi climatica-ambientale è una delle più gravi minacce e da tempo le istituzioni scientifiche e le organizzazioni ambientaliste lanciano allarmi sulle condizioni degli ecosistemi globali.

L‘aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai, l’inquinamento chimico e la perdita di biodiversità presentano dati e trend in peggioramento.

Esistono, tuttavia, anche progetti, piani di mitigazione e notizie positive che spesso passano in secondo piano. Se vuoi scoprire le belle notizie d’ambiente (dall’Italia e dal mondo), questa è la rubrica che fa per te.

Il progetto islandese per avere energia da un vulcano

L’Islanda ha deciso di avviare un nuovo progetto innovativo in campo geotermico, con l’obiettivo di sfruttare l’energia proveniente dal magma di un vulcano.

Il progetto denominato Krafla Magma Testbed (Kmt) prevede la perforazione in profondità della crosta terrestre, fino a raggiungere la camera magmatica dove le temperature sono intorno ai 1.300 °C.

In questo modo l’impianto potrebbe avere accesso a una fonte di energia geotermica molto più potente rispetto a quella tradizionale. L’eventuale successo di questo esperimento potrebbe rivoluzionare l’assetto energetico della piccola nazione, riducendo drasticamente l’uso delle risorse fossili. L’unico ostacolo sono le significative sfide tecniche e quelle legate alla sicurezza. Per questo motivo diversi team di ricerca stanno sviluppando dei nuovi materiali resistenti al calore in grado di garantire il successo delle tecniche di perforazione.

Il Vermont vuole punire le aziende responsabili delle emissioni

Lo Stato del Vermont, negli Usa, ha approvato un disegno di legge per rendere legalmente responsabili le grandi società legate alle risorse fossili, costringendole a pagare i danni causati dalla crisi climatica-ambientale.

Il disegno di legge Climate Superfund Act ha preso spunto dal programma superfund dell’Environmental Protection Agency (Epa) e verrà strutturato su un periodo temporale che va dal 1995 al 2024.

In questo modo verranno valutati gli impatti delle emissioni inquinanti lungo questo arco temporale, calcolando i danni da risarcire alle comunità del Vermont. I fondi che verranno raccolti saranno utilizzati per incrementare i piani di adattamento climatici, focalizzandoli sul miglioramento delle infrastrutture, degli edifici pubblici e altri elementi essenziali. Un passo in avanti nel contrasto delle emissioni inquinanti.

Il più grande passaggio per la fauna selvatica al mondo

Dopo anni di progettazione e analisi è stata avviata in California, negli Stati Uniti, la costruzione del più grande passaggio sicuro per la fauna selvatica al mondo, collocato su un’autostrada a 8 corsie della città di Los Angeles. Questo percorso ad hoc dovrebbe garantire e preservare la popolazione locale dei leoni di montagna. «Abbiamo esultato tutti quando la gru ha abbassato la prima trave di cemento attraverso l’autostrada, perché abbiamo davvero visto il ponte che inizia a prendere forma. Questa struttura è una testimonianza del fatto che tutti noi desideriamo un futuro per la fauna selvatica e per i leoni di montagna di Santa Monica», ha sottolineato la direttrice esecutiva della California National Wildlife Federation, Beth Pratt.

La vegetazione brasiliana assorbe grandi quantità di CO2

Un’importante scoperta è stata effettuata dal National Caatinga Observatory in Brasile, che per oltre 10 anni ha studiato il bioma delle foreste secche nell’area semi-arida della regione nordorientale del Paese.

Secondo i team di ricerca coinvolti, la vegetazione di Caatinga è una delle più efficienti al mondo nell’assorbire le emissioni di CO2, dato che le piante del luogo assorbono circa 3.350 tonnellate per km quadrato: «Con nostra sorpresa, la Caatinga è il bioma più efficiente del Brasile e uno dei più efficienti del mondo. In generale, le piante assorbono e rilasciano CO2 nel processo di fotosintesi. Si tratta di un bilancio molto positivo. Questa foresta è una delle soluzioni al problema del cambiamento climatico; è un eccellente deposito di carbonio», ha affermato Aldrin Perez, ricercatore coinvolto negli studi.

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