Diritti

Canada, British Columbia: i responsabili di gravi crimini non potranno più cambiare nome

Il Governo introdurrà un legge per modificare la normativa esistente e vietare ai colpevoli di scegliere legalmente una nuova identità. Anche il Regno Unito vorrebbe adottare il divieto
Adrian Dix, il ministro che ha annunciato la nuova legislazione per vietare il cambio nome per i colpevoli di crimini gravi
Adrian Dix, il ministro che ha annunciato la nuova legislazione per vietare il cambio nome per i colpevoli di crimini gravi Credit: Marissa Tiel/The Canadian Press via ZUMA Press
Costanza Giannelli
Costanza Giannelli giornalista
Tempo di lettura 4 min lettura
17 maggio 2024 Aggiornato alle 08:00

Le persone che hanno commesso gravi crimini non potranno più cambiare legalmente nome. Lo ha deciso la British Columbia, la provincia più orientale del Canada. Il ministro della sanità Adrian Dix, infatti, ha annunciato che il Governo introdurrà una legislazione per modificare quella esistente, varando un nuovo divieto che si applicherebbe sia agli adulti che ai minori di 18 anni, se giudicati colpevoli e condannati da adulti.

«Consentire a queste persone di nascondere la propria identità cambiando nome è estremamente preoccupante per le vittime e le loro famiglie e può comportare problemi di sicurezza per membri del pubblico - ha affermato Dix al Guardian - Quello che garantisce realmente è una maggiore sicurezza e riflette il punto di vista delle famiglie che si trovano ad affrontare queste circostanze».

Assassini canadesi “celebri” come Vince Li, Karla Homolka e Kelly Ellard hanno cambiato legalmente i loro nomi, ma anche i nuovi sono noti al pubblico. La decisione di introdurre la nuova legge è arrivata dopo che Allan Schoenborn, che nel 2008 ha ucciso i suoi 3 figli, ha chiesto di vietare la pubblicazione della sua nuova identità dopo aver cambiato nome in Ken John Johnson. La richiesta è stata respinta.

L’emendamento presentato da Dix si applicherebbe anche alle persone giudicate non penalmente responsabili, come Schoenborn, che oggi è ricoverato in un ospedale psichiatrico nella città di Port Coquitlam. Nel 2010, infatti, il processo lo ha dichiarato non penalmente responsabile a causa di un disturbo delirante.

«Quello che fa questa legislazione è che le persone che sono state giudicate colpevoli di reati molto gravi (violenza contro altre persone, atti contro bambini) non potranno cambiare il loro nome - ha detto Dix - L’attenzione qui è sul reato e non sul verdetto».

La provincia della British Columbia non è l’unica a puntare su norme che impediscano a chi ha commesso reati gravissimi di cambiare nome. Pochi giorni fa, infatti, la ministra della Salvaguardia britannica Laura Farris ha confermato che nel prossimo disegno di legge sulla giustizia penale sarà incluso un emendamento per vietare agli autori di reati sessuali in Inghilterra e Galles di cambiare nome per evitare di essere scoperti.

Lo scorso anno, la Bbc aveva rivelato che più di 700 autori di reati sessuali erano sfuggiti al radar della polizia in 3 anni, in molti casi proprio a causa di un cambio di identità, al punto da far parlare di un vero e proprio “name changing scandalo”. Molti condannati avevano cambiato i loro nomi dal carcere, pagando una tassa amministrativa di 15 sterline per un atto “fai da te” non registrato che richiedeva 2 testimoni.

A portare avanti la campagna per il nuovo divieto è stata la laburista Sarah Champion, deputata di Rotherham, dove tra il 1997 e il 2013 almeno 1.400 bambini sono stati vittime di abusi, che aveva già denunciato in Parlamento come gli autori di reati sessuali registrati stessero cambiando nome e richiedendo nuovi documenti di identità, una strategia che permetteva loro di poter accedere a posti di lavoro a contatto con i bambini.

Quando la norma entrerà in vigore, la polizia potrà impedire agli autori di reati sessuali registrati di cambiare i loro nomi su documenti come passaporti, patenti di guida e documenti di immigrazione senza l’approvazione preventiva da parte delle forze dell’ordine. Secondo quanto riportato dalla Bbc, “i capi della polizia potranno usare il potere laddove lo riterranno necessario per proteggere il pubblico dai danni sessuali e le violazioni saranno punibili fino a cinque anni di prigione”.

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