Diritti

Georgia, legge “influenza straniera”: dopo il voto esplodono le proteste

Ong e media che ricevono almeno il 20% dei finanziamenti da altri Paesi dovranno dichiarare di “fare gli interessi di una potenza” estera. La presidente Zourabichvili ha promesso che non firmerà il provvedimento, ma il veto può essere annullato da una maggioranza parlamentare
EPA/DAVID MDZINARISHVILI  
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15 maggio 2024 Aggiornato alle 17:00

Dopo un mese di proteste da parte di centinaia di migliaia di persone per le vie di Tbilisi, martedì 14 maggio il Parlamento georgiano ha adottato una legge sull’influenza “straniera” con 84 voti favorevoli e 30 contrari. Durante e dopo il voto, grandi folle di manifestanti si sono radunati nei pressi del palazzo dove ha sede il Parlamento e bloccato le strade, riferisce Associated Press.

La polizia è intervenuta con idranti, lacrimogeni e manganelli per sedare le proteste e ci sarebbero state decine di arresti finora. Anche in Parlamento, durante la seduta di martedì si sono verificate aggressioni: una dozzina di parlamentari si sono scontrati e un deputato del partito di maggioranza Sogno georgiano, che sostiene la legge sull’ influenza straniera, è stato trattenuto dalle guardie di sicurezza mentre si scagliava contro il Presidente del principale partito dell’opposizione, Levan Khabeishvili.

La legge impone a tutte le organizzazioni (Ong e media) che operano in Georgia e che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall’estero di identificarsi in un registro pubblico come “organizzazioni che perseguono gli interessi di una potenza straniera”. I critici la considerano una minaccia, ispirata dalla Russia, alla libertà dei media e un ostacolo all’adesione del Paese all’Unione europea, che ha concesso alla Georgia lo status di candidato alla fine del 2023.

In una dichiarazione arrivata diverse ore dopo il voto, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Josep Borrell e il Commissario per il vicinato e l’allargamento Olivér Várhelyi hanno condannato l’ondata di violenza nel Paese. “L’Ue – si legge – sostiene il popolo georgiano e la sua scelta a favore della democrazia e del futuro europeo della Georgia”.

La Presidente georgiana Salomé Zourabichvili, da tempo in crescente contrasto con il partito al Governo, ha espresso il proprio sostegno ai manifestanti, sottolineando che le proteste sono rimaste pacifiche. Durante un’intervista alla Cnn, ha anche detto che non ci sarà alcun tentativo di rovesciare il Governo in carica con la forza: “Il modo e il luogo in cui possiamo invertire tutto questo sono le elezioni di ottobre” perché “Questo è il modo di fare europeo”.

Zourabichvili ha promesso di non firmare la legge in questione. Il suo veto, però, può essere annullato da una maggioranza semplice in Parlamento, aprendo la strada alla sua entrata in vigore nelle prossime settimane.

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