Futuro

Sigarette elettroniche: i liquidi aromatizzati fanno male?

Secondo la ricerca irlandese pubblicata su Scientific Reports, la tossicità delle sostanze da vaporizzare, regolamentate per l’utilizzo alimentare e non pensate per essere riscaldate e inalate, costituisce una “minaccia per la salute”
Credit: Zaya odeesho 
Tempo di lettura 5 min lettura
16 maggio 2024 Aggiornato alle 09:00

Quello sulle sigarette elettroniche e la tossicità dei loro liquidi è un dibattito che da decenni pervade l’opinione pubblica mondiale. Comunità scientifica, esperti e figure accademiche hanno cercato in questi anni di occuparsi della questione, non senza difficoltà e dilemmi. E non è raro imbattersi in opinioni discordanti o di parte in materia.

Svapare (così viene definita l’attività che consiste nella vaporizzazione di liquidi riscaldati attraverso una sigaretta elettronica) è considerato da milioni di persone un’alternativa meno tossica rispetto alla classica sigaretta. Ma la sicurezza in merito alla minore tossicità dei liquidi che si utilizzano per farlo è ancora in dubbio, e a dimostrarlo sono numerosi lavori accademici.

Particolare attenzione va a una recente ricerca realizzata dalla RCSI University of Medicine and Health Sciences di Dublino. Lo studio, si riferisce in particolare alle sostanze chimiche contenute nei liquidi aromatizzati utilizzati molto frequentemente da chi svapa in maniera abituale, e si chiude con una dichiarazione dai toni molto forti e preoccupanti: “I liquidi aromatizzati rappresentano una minaccia per la salute pubblica dei vapers, soprattutto per i giovani” e c’è “un urgente bisogno di regolamentazione”.

Per lo svolgimento della ricerca, pubblicata su Scientific Reports e guidata dal professore di chimica Donal O’Shea, è stata indagata la composizione chimica di ben 180 aromi, ed è stata fatta una simulazione del modo in cui si decompongono quando vengono riscaldati. Di queste sostanze, 127 sono risultate fortemente tossiche, 225 sono risultate irritanti e 153 pericolose per la salute.

Un contributo fondamentale per l’analisi delle sostanze è stato dato dall’intelligenza artificiale: il team di ricerca ha creato un modello di rete neurale che riesce a insegnare ai computer a elaborare i dati in modo molto simile al cervello umano. Proprio grazie all’AI sono stati simulati gli effetti del riscaldamento delle sostanze chimiche presenti nelle sigarette elettroniche.

Il funzionamento dei vaporizzatori si basa sull’inalazione di aerosol che contiene l’aroma liquido, riscaldato ad altissime temperature. Quando queste sostanze riscaldate transitano nei polmoni, vengono introdotte nel corpo umano sostanze come glicerina vegetale, glicole propilenico, nicotina (se nel liquido è presente) e aromi vari.

Queste sostanze chimiche derivano dall’industria alimentare e solitamente sono normate e regolamentate per l’utilizzo in bevande, merendine e dolci. Ma non sono state concepite per essere riscaldate ad alte temperature per poi essere inalate: è questo il motivo principale di preoccupazione da parte degli esperti.

Solamente nel nostro Paese, secondo l’Istat, circa 1 milione e mezzo di persone ha dichiarato di utilizzare la sigaretta elettronica. I ragazzi e le ragazze, in particolare, sono i maggiori fruitori dei vaporizzatori. Aumenta notevolmente anche il consumo di prodotti a tabacco riscaldato, come mini-sigarette o capsule riscaldate da dispositivi specifici. Nel Regno Unito invece, a utilizzare sigarette elettroniche sono 4,5 milioni di persone.

Come ricorda il quotidiano britannico Guardian, sono stati già realizzati alcuni esperimenti e ricerche precedenti allo studio irlandese, e hanno dimostrato come alcuni gusti fruttati, tra cui fragola, melone o mirtillo, producano dei pericolosi composti chimici chiamati carbonili volatili. Questi composti possono causare malattie cardiovascolari e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Già a gennaio di quest’anno il Governo britannico ha introdotto pesanti misure per vietare i vaporizzatori usa e getta e per limitare le sostanze dolci e fruttate. Anche Francia e Australia stanno valutando di vietare le sigarette elettroniche usa e getta, che oltre a essere dannose per la salute lo sono anche per l’ambiente.

Un portavoce del Dhsc (il Dipartimento per la salute e l’assistenza sociale britannico) , in relazione ai risultati della ricerca irlandese, ha affermato al Guardian che «È chiaro che sapori come zucchero filato e cola alla ciliegia siano deliberatamente destinati ai ragazzini, non ai fumatori adulti che cercano di smettere, il che è del tutto inaccettabile. Questo è il motivo per cui limiteremo gli aromi da svapare. La nostra legge sui vaporizzatori prevede il potere di limitare aromi, confezioni ed esposizione per ridurne l’attrattività verso i ragazzini ».

Molti esperti, tra scienziati e ricercatori, reclamano la necessità di regolamentazioni più severe sugli ingredienti utilizzati nei liquidi per le sigarette elettroniche. Queste norme vengono richieste soprattutto per tutelare proprio gli svapatori, la cui salute potrebbe essere messa a repentaglio da patologie anche importanti.

L’intelligenza artificiale, a differenza degli studi sulle classiche sigarette, durati oltre 30 anni, darà un grande supporto in merito e permetterà di eseguire ricerche in modo rapido su migliaia di diversi prodotti e sostanze da vaporizzare.

Leggi anche
Fumo
di Costanza Giannelli 4 min lettura
Fumo
di Chiara Manetti 4 min lettura