Diritti

Come diventare perfetti “ex”

50 anni fa il referendum per abrogare la legge sul divorzio. Una parola quasi fuori moda, se non ci fossero i Ferragnez a ricordarci che esiste ancora
I cortei di festeggiamento per il risultato del referendum sul divorzio, Roma 1974
I cortei di festeggiamento per il risultato del referendum sul divorzio, Roma 1974 Credit: ARCHIVIO ANSA 62790

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15 maggio 2024 Aggiornato alle 06:30

“Mi ha tradita, mi ha piantata con due figli, ha voluto il divorzio e mi passa quattro soldi per gli alimenti”: è uno dei tanti slogan con cui nell’Italia del maggio 1974 si tentava di mettere spauracchio tra le donne per andare a votare sì al referendum abrogativo sul divorzio. Approvata appena 4 anni prima, la legge che permetteva alle coppie di dirsi addio legalmente aveva creato una forte spaccatura sociale e politica, ma nemmeno la massiccia campagna cattolica riuscì a cambiare quanto ormai era entrato nel sentire comune: la libertà di poter davvero decidere la sorte del proprio matrimonio e di scioglierlo per sempre, perlomeno davanti allo Stato.

Di quella conquista civile, di quel 59% di “no” all’abrogazione della legge, cosa rimane a esattamente 50 anni di distanza? Dopo un primo boom post referendario, il trend dei divorzi si è stabilizzato nel tempo e oggi, in assenza di figli e di dispute, si può anche optare per la versione fast&furious: tempo 6 mesi e adieu, volti pagina. Un iter mordi e fuggi che va abbinato a un dato curioso: in media le coppie si separano dopo 17 anni di matrimonio. Sì sì, ho detto 17 anni. Si può quindi dedurre che abbiano avuto tutto il tempo per conoscersi, innamorarsi, disamorarsi e passare interi pomeriggi a tirarsi dietro le brugole dell’Ikea.

Sulla complicità dei mobiletti svedesi nell’unire le giovani coppie e far saltare i nervi a quelle già sull’orlo della crisi avevo letto secoli fa un divertente libretto, ma è difficile attribuire alle complicazioni del bricolage la fine delle unioni ai tempi dei social. Soprattutto se oggi a tenere caldo il tema separazioni, di per sé molto in ribasso dato anche l’esiguo numero di matrimoni, sono soprattutto coppiette di insta-riccanza come i Ferragnez, che dubito dovranno mettere nero su bianco come intendono spartirsi la libreria Billy, o come i Totti-Blasi che ancora si accapigliano per due orologetti (si fa per dire). Tralasciamo l’annoso problema della tenuta di Provenza dei Pitt-Jolie, i veri eredi dei perfidi protagonisti di un film stracult da straboomer, La guerra dei Roses: vedere o rivedere per credere.

Lo spaccato social(e) che si può trarre dalle note coppiette non va individuato nella spartizione patrimoniale né nella gestione dei figli guarda caso sempre a margine: cerchiamolo nel copione che seguono le uscite di casa di mogli e mariti che appena fuori dallo zerbino già cambiano o status in “ex”. Varcata la soglia che fino a un secondo prima sembrava la porta indemoniata di Poltergeist, ecco arrivare il trenino del perepppeppepè. C’è chi si libra in volo verso le birrette con gli amici e chi litiga con metodi discutibili negli esclusivi club milanesi. Chi si prende l’innocente evasione di un eufemico caffè e chi ufficializza lo spazzolino che aveva già depositato da mesi nel bagno di un’altra casa. Chi va di toyboy e chi di toygirl, tanto per pareggiare i conti.

Insomma, il variegato universo dei divorzi celeb anno 2024 segue rotte abbastanza scontate che ricordano le nostre da comuni mortali, solo in versione maxi: loro litigano per l’attico, noi per il triocale con cucina a vista. Noi dobbiamo pianificare con un anno d’anticipo ponti, feste, natali, carnevali e le 2 settimane in Liguria d’estate, loro volano un week-end no e quattro sì tra Dubai, New York e Miami.

Noi arruoliamo i cugini laureati in legge per grattare sulle spese legali, loro assoldano “er mejo” degli studi legali. Noi ammorbiamo di complicazioni le amiche con velleità da psicologhe in cambio di due spritz, loro fanno terapia comportamentale comodamente sdraiati sulla Vitra Lounge Chair vista Duomo. E se non sei boomer, e se magari non hai ancora avuto il privilegio di divorziare, ti lascio un utile link per vederla. Tanto è gratis.

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