Diritti

Ente nazionale per l’aviazione civile: divieto per gli aerei delle Ong di monitorare il Mediterraneo

L’Enac sostiene che l’obiettivo del provvedimento sia “contrastare l’immigrazione irregolare”; per l’organizzazione Sea-Watch è un tentativo di impedire di documentare le violazioni dei diritti umani in mare
Credit: Facebook.com/ Sea-Watch
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14 maggio 2024 Aggiornato alle 07:00

Attraverso alcune ordinanze diramate dalle proprie direzioni territoriali della Sicilia orientale e occidentale, l’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile italiano, ha vietato ai velivoli delle Ong di sorvolare il Mar Mediterraneo centrale alla ricerca di imbarcazioni che trasportano migranti in situazioni di difficoltà. L’obiettivo dichiarato è quello di “contrastare l’immigrazione irregolare”.

Nella disposizione del divieto si legge che i velivoli delle Organizzazioni possono costituire “un aggravio dei compiti istituzionali di intervento in mare” per la Guardia costiera italiana, tramite il “prelievo da imbarcazioni di fortuna di persone migranti provenienti da rotte nordafricane”. L’Enac intende quindi evitare “azioni di intervento (delle Ong, ndr) che rischiano di compromettere l’incolumità delle persone migranti”.

Tuttavia gli aerei a cui è rivolto il divieto non portano concretamente a termine le operazioni di ricerca e salvataggio. La tedesca Sea-Watch, ha infatti ribadito che la propria attività di ricognizione aerea civile consiste nel sorvolare il Mediterraneo per documentare le violazioni dei diritti umani e segnalare le emergenze ai centri di controllo dei soccorsi e alle navi. Secondo il suo punto di vista “le ordinanze hanno il chiaro scopo di fermare i nostri aerei da ricognizione, ovvero gli unici occhi della società civile nel Mediterraneo. Occhi fondamentali per documentare le quotidiane violazioni dei diritti umani che vi avvengono, comprese quelle perpetrate dalla cosiddetta guardia costiera libica”.

Due giorni dopo la diffusione dell’ordinanza, Sea-Watch ha comunque fatto decollare il proprio aereo da ricognizione, il SeaBird, dall’aeroporto di Lampedusa verso il Mediterraneo centrale. Sul proprio account X, dove è stato pubblicato il video del decollo, l’Ong ha scritto “Vogliono impedire ai nostri aerei di testimoniare cosa succede nel Mediterraneo, ma noi non ci fermeremo”.

Nel 2019 l’Enac aveva già bloccato l’attività del Moonbird, aereo di Sea-Watch, e il Colibrì dell’Ong francese Pilotes volontaires perché “Le norme nazionali impongono che quei velivoli possano essere usati solo per attività ricreative e non professionali”. Anche in questo caso l’Ong tedesca, attraverso il suo portavoce Ruben Neugebauer, aveva sostenuto che dietro al blocco dei due velivoli ci fosse la volontà di evitare la presenza di testimoni nel Mediterraneo: “Le ragioni sono politiche. La nostra missione è in regola con le norme nazionali e italiane”.

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