Ambiente

Splash! Scatole acciaio, tappi e coperchi, rotoli di plastica per bouquet: dove si buttano?

Ci sono materiali e prodotti davanti ai quali la raccolta differenziata a volte sembra una lotteria. Ecco la rubrica per non sbagliare bidone
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14 maggio 2024 Aggiornato alle 16:00

L’insegnamento della raccolta differenziata nelle scuole dovrebbe essere una materia obbligatoria. “A cosa serve, il suo significato e i suoi simboli” potrebbe essere il titolo della prima lezione, a cui tutti gli studenti italiani dovrebbero assistere. Gli allievi dovrebbero imparare come dividere i rifiuti nei contenitori e le regole per farlo in modo corretto, oltre al funzionamento di riciclo e smaltimento. D’altra parte, i Comuni potrebbero tenere corsi ad hoc, visto che le indicazioni variano in base alla località.

In fondo siamo tutti studenti e apprendisti della vita, pieni di dubbi, confusi e sempre di fretta. Soprattutto quando si parla di differenziare. Dove si butta questo? E quello? Si tramandano leggende di persone sopraffatte dall’incertezza davanti ai cassonetti tra plastica, vetro, carta, umido e indifferenziata. E i rifiuti ingombranti? Ah, già.

Scherzi a parte, qui si fa sul serio. Se ti è capitato di restare di fronte a un bidone insicuro ed esitante sul da farsi con un oggetto in mano, per qualche istante o per ore, sei nel posto giusto. Questa rubrica (in collaborazione con Junker App, piattaforma specializzata nella raccolta differenziata in Italia) cerca di dissipare la nebbia della raccolta differenziata che avvolge alcuni oggetti e materiali, per evitare errori e fare “Splash” nel contenitore giusto.

Le “scatole fantasia” in acciaio

Si chiamano così, “scatole fantasia”, e sono semplicemente dei contenitori in acciaio: possiedono svariate dimensioni e le forme più diverse, ma la cosa più bella e interessante è che offrono infinite possibilità di decoro.

“In genere sono destinati all’imballaggio di specialità alimentari, liquori, dolciumi e oggetti regalo”, fa sapere Ricrea, il Consorzio senza scopo di lucro per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Acciaio.

In sostanza si tratta quindi di box formati per lo più da ferro, con percentuali minime e residuali di altre componenti, che possono ospitare di tutto: attrezzi tecnici, strumenti di lavoro, prodotti di consumo. Sono talmente resistenti che possono diventare pezzi da collezione.

Se proprio non dovessero servire più, è sufficiente conferirle nell’apposita raccolta dei metalli: verranno fuse in acciaieria per trasformarsi in nuovo acciaio, un materiale sostenibile e permanente che si ricicla al 100% e all’infinito.

Fondazione Veronesi, con l’iniziativa Il Pomodoro per la ricerca. Buono per te, buono per l’ambiente nelle piazze italiane, ha appena raccolto fondi per finanziare la ricerca oncologica in ambito pediatrico e l’ha fatto proprio con gli imballaggi in acciaio, pratici e sicuri, ideali per la conservazione di cibi come il pomodoro, perché ne preservano al meglio le caratteristiche nutrizionali e organolettiche.

In generale, una volta creati negli scatolifici a partire dal lamierino, gli imballaggi in acciaio arrivano presso le industrie utilizzatrici dove verranno riempiti dei prodotti, sigillati ermeticamente e infine spediti nei punti vendita. Si tratta quindi di confezioni ermetiche, impenetrabili, resistenti ed eco-sostenibili.

Coperchi e altre chiusure

Tra le difficoltà della raccolta differenziata ce n’è una che a volte può rappresentare una vera e propria sfida: riuscire a riconoscere le varie chiusure degli imballaggi in acciaio, tra tappi e coperchi vari.

In questa categoria rientrano i tradizionali tappi a corona, appunto, utilizzati a esempio per sigillare le bibite in vetro oppure le capsule di varie dimensioni per i vasetti; e poi i coperchi a strappo, i cosiddetti easy open per le scatole open top.

Una volta che abbiamo imparato a distinguere tutte le varie tipologie, la cosa migliore da fare per conferirle correttamente è seguire le regole del proprio Comune. Poi, certamente, si può fare la celebre prova della calamita per scoprire se sono in acciaio, un materiale davvero “magnetico”.

L’involucro del bouquet

Tra i regali più gettonati per la Festa della Mamma appena trascorsa, probabilmente ci sono stati i lavoretti e i disegni da parte dei più piccoli, gli album di fotografie e i dolci da parte dei più grandi. E poi c’è il classico dono che non tramonta mai: il mazzo di fiori. L’involucro di plastica che li ha protetti è un imballaggio da conferire nell’apposita raccolta differenziata, naturalmente.

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