Ambiente

Usa: ecco come Trump vuole affossare i progetti climatici

Il tycoon avrebbe promesso ai Ceo delle società Oil&Gas di eliminare, una volta eletto Presidente, le leggi sul clima a patto che le compagnie petrolifere donino un miliardo di dollari per sostenere la sua campagna elettorale; in pericolo anche i piani per l’eolico offshore
Credit: EPA/SARAH YENESEL / POOL 
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14 maggio 2024 Aggiornato alle 12:10

Donald Trump spera di tornare alla Casa Bianca e, per ottenere di nuovo il titolo di Presidente degli Stati Uniti, sembra davvero disposto a tutto. Lo dimostrano anche le parole che ha rivolto a una platea di 20 amministratori delegati del settore petrolifero americano (erano presenti colossi come Chevron, Exxon e Occidental Petroleum) in occasione di una cena nella sua villa a Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida.

L’incontro si è tenuto il mese scorso ma la notizia è emersa sui media internazionali solamente negli ultimi giorni. In sostanza, il tycoon candidato avrebbe promesso di eliminare le leggi sul clima, sia quelle già in vigore che quelle portate avanti per il futuro dall’amministrazione Biden, se quei dirigenti fossero propensi a donare 1 miliardo di dollari per sostenere la sua campagna elettorale.

Nel mirino ci sarebbero quindi le normative sui veicoli elettrici e sull’energia eolica (ha infatti promesso di interrompere i progetti di energia eolica offshore qualora venga eletto Presidente) così come altre iniziative osteggiate dall’industria dei combustibili fossili. Non solo: Trump avrebbe anche intenzione di aumentare le trivellazioni petrolifere nel Golfo del Messico, rimuovere gli ostacoli alle trivellazioni nell’Artico dell’Alaska e persino di invertire le regole sull’inquinamento in generale, a partire da quelle per ridurre lo smog causato dalle automobili, se questo può servire per compiacere i big internazionali dell’oro nero.

«Siete abbastanza ricchi, dovreste raccogliere un miliardo di dollari per farmi tornare alla Casa Bianca». Sarebbe proprio questa la frase che il magnate avrebbe rivolto ai Ceo petroliferi, secondo quanto ha riportato il Washington Post. Trump inoltre avrebbe definito quel miliardo “un affare”, che permetterebbe all’industria del settore di risparmiare moltissimo sia sul piano della tassazione sia grazie ai regolamenti che verrebbero cancellati a stretto giro.

L’ex Presidente sarebbe pronto quindi ad annullare la sospensione dei nuovi permessi di esportazione di gas naturale (Gnl), intrapresa da Biden a gennaio: «Lo otterrete il primo giorno», ha detto, secondo il ricordo di un partecipante riportato dal Wp.

Questo episodio ha contribuito a mettere definitivamente in luce le differenti posizioni dei 2 candidati alle presidenziali in materia di sostenibilità. Per il democratico Biden, i cambiamenti climatici sono «una minaccia esistenziale»: negli ultimi anni ha approvato 100 nuovi regolamenti ambientali per tagliare l’inquinamento e le emissioni responsabili dei gas serra, limitare gli agenti chimici e tutelare territori e oceani. Trump al contrario ha definito il climate change “una bufala”, oltre al fatto che la sua amministrazione aveva abolito o annacquato più di 125 regolamenti ambientali.

Infine, bisogna aver chiara in mente la realtà dei fatti: secondo dati dell’Eia, gli Usa producono già più petrolio di qualsiasi altro Paese al mondo. Sono quasi 13 milioni i barili al giorno messi a segno l’anno scorso. E come se non bastasse, ExxonMobil e Chevron, le principali società energetiche statunitensi, hanno riportato il maggiore profitto dell’ultimo decennio, sempre nel 2023.

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