Ambiente

Gli eventi climatici e i terremoti sono collegati?

Secondo lo studio pubblicato da Science Advances, condotto nella penisola di Noto in Giappone, esiste una correlazione tra le abbondanti nevicate degli ultimi anni e l’intensa attività sismica nell’area
January 5, 2024, Ishikawa, Japan: A firefighter is seen in the midst of destroyed buildings around the tourist spot Asaichi following a large-scale fire, in Wajima, Ishikawa Prefecture.
January 5, 2024, Ishikawa, Japan: A firefighter is seen in the midst of destroyed buildings around the tourist spot Asaichi following a large-scale fire, in Wajima, Ishikawa Prefecture. Credit: © James Matsumoto/SOPA Images via ZUMA Press Wire
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14 maggio 2024 Aggiornato alle 20:00

Piogge e forti nevicate potrebbero influenzare l’attività sismica. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Science Advances, il primo a stabilire una stretta correlazione tra gli eventi climatici e i terremoti.

La ricerca ha preso in esame la penisola di Noto, in Giappone, una zona caratterizzata da un’attività sismica 10 volte maggiore rispetto al resto della regione. Dal 2021 questa zona è stata soggetta ad abbondanti nevicate, e successivamente è stata interessata da un ripetuto sciame sismico. La più grande scossa ha avuto una magnitudo di 7.5 e i ricercatori hanno notato che i terremoti sembravano essere sincronizzati con i cambiamenti stagionali.

Attraverso l’analisi di migliaia di terremoti nella zona e la loro distribuzione temporale, si è arrivati a stabilire un collegamento tra gli eventi climatici e il movimento delle faglie e fessure del sottosuolo e si è cercato di capire come le precipitazioni stagionali possano influenzare i fluidi porosi del sottosuolo.

Gli scienziati ritengono che cambiamenti nella pressione della crosta terrestre, causati dalla neve che si deposita e poi si scioglie, potrebbero destabilizzare le faglie esistenti e contribuire al formarsi di scosse. Infatti, nevicate particolarmente abbondanti contribuiscono a innescare uno sciame sismico attraverso modifiche nella pressione dei pori della crosta terrestre.

I cambiamenti di pressione nel sottosuolo contribuirebbero anche a condizionare la velocità sismica delle scosse. «Quando piove o nevica, l’acqua che cade aggiunge peso e aumenta la pressione dei pori, consentendo alle onde sismiche di viaggiare più lentamente - spiega l’autore dello studio William Frank, professore presso il dipartimento di Scienze della Terra, dell’Atmosfera e del Pianeta del Mit - Nel momento in cui, attraverso l’evaporazione o il deflusso, tutto quel peso viene rimosso, improvvisamente la pressione dei pori diminuisce e le onde sismiche sono più veloci».

Nevicate e carichi ambientali hanno quindi un impatto sul sottosuolo, e possono contribuire all’attività sismica. Inoltre, lo studio evidenza come la velocità di questi eventi sia influenzata dai cambiamenti nelle nevicate locali, nelle piogge, nella pressione dell’aria e nel livello del mare.

Un ulteriore peggioramento della situazione potrebbe verificarsi a causa del riscaldamento globale, perché una diversa distribuzione di acqua sulla Terra influenza ancor di più gli sciami sismici. Anche secondo lo studio del World Economic Forum, il cambiamento climatico potrebbe contribuire a causare terremoti ed eruzioni vulcaniche perché, quando i ghiacciai si sciolgono, l’acqua penetra nelle fessure del sottosuolo, causando allargamenti e restringimenti, che a loro volta potrebbero determinare scosse, specialmente nelle aree già sismicamente attive.

Nonostante non ci sia uno studio specifico sul nostro territorio in merito al rapporto tra attività sismica ed eventi climatici, l’Italia è una zona classificata come ad alto rischio sismico, dato che geograficamente si trova collocata tra la zolla africana e quella eurasiatica. Negli ultimi 30 anni la Rete Sismica Nazionale ha registrato più di 190.000 eventi sismici nel Belpaese e negli Stati confinanti, la maggior parte dei quali non è stata avvertita dalla popolazione: 45 i terremoti che hanno avuto una magnitudo Richter pari o superiore a 5.0.

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