Bambini

New Mexico: arrestati tre uomini per adescamento di minori tramite le piattaforme Meta

Il procuratore generale dello Stato ha affermato che l’azione è parte di un’indagine sui potenziali rischi per i bambini per l’uso di Facebook, Instagram e WhatsApp, avviata nel dicembre 2023
Credit: Ron Lach 
Alessia Ferri
Alessia Ferri giornalista
Tempo di lettura 4 min lettura
14 maggio 2024 Aggiornato alle 11:30

Che i social network di Meta abbiano un po’ di problemi ad arginare gli adescamenti sessuali di minori online tramite i propri canali e la circolazione di materiale pedopornografico è ormai tristemente noto, ma la notizia dei giorni scorsi è che la giustizia ordinaria si sta finalmente muovendo.

3 uomini del New Mexico, infatti, sono stati arrestati e accusati di molestie sessuali su bambini tramite i social network di Meta. Ad annunciarlo è stato il procuratore generale dello Stato, Raúl Torrez, specificando che l’azione si è concretizzata nell’ambito di un’indagine sui potenziali danni ai bambini causati da Facebook, Instagram e WhatsApp, avviata dal suo ufficio a dicembre 2023 con lo scopo di dimostrare che il colosso permette da anni alle proprie piattaforme di trasformarsi in mercati appetibili per predatori di bambini.

Per arrivare al fermo dei 3 uomini alcuni agenti sotto copertura si sono finti bambini di 12 anni, creando quindi una trappola per i potenziali pedofili, che infatti hanno prontamente adescato quelli che pensavano essere minori, inviando foto e messaggi espliciti tramite Facebook Messenger e proponendo loro incontri sessuali.

Tra gli arrestati c’è Marlon Kellywood, 29 anni, fermato fuori da un motel a Gallup e accusato di adescamento tramite dispositivi di comunicazione elettronica e di tentata penetrazione criminale di un minore. Gli stessi crimini per i quali lo stesso giorno sono scattate le manette per il cinquantaduenne Fernando Clyde.

Il terzo, Christopher Reynolds, 47 anni, anch’egli accusano di adescamento di minori, è un molestatore sessuale seriale già noto alle forze dell’ordine, arrestato diverse settimane prima dopo una lunga osservazione da parte degli investigatori, partita dalla segnalazione dei genitori di una bambina di 11 anni, che si erano accorti che l’uomo stava prendendo di mira loro figlia.

Chiunque voglia molestare un bambino o un adolescente tramite i social network di Meta non fa alcuna fatica, visto che all’interno delle stesse piattaforme sono presenti funzionalità che consentono di trovare persone con target specifici in pochi click. Proprio per questo Torres ha accusato duramente Mark Zuckerberg, colpevole a suo dire di non interessarsi della questione, ma di gestire «un’azienda che dispone di risorse straordinarie e che ha scelto più e più volte di anteporre i profitti agli interessi dei bambini».

Ad avvalorare questa tesi alcuni documenti interni di Meta ottenuti dal suo ufficio come parte delle indagini, che rivelano che la società stimi che circa 100.000 bambini che utilizzano Facebook e Instagram subiscono ogni giorno molestie sessuali online; e altri dai quali si evince che le stesse piattaforme abbiano tratto profitto dall’inserimento di annunci di aziende come Walmart e Match Group accanto a contenuti che potenzialmente promuovono lo sfruttamento sessuale minorile.

Inoltre, da quando l’azione legale nel New Mexico è stata intentata, l’elenco degli accusati di molestie o adescamento si è allungato costantemente, dimostrando che, nonostante Meta continui a dichiarare (come fatto anche a seguito di questi arresti) di lavorare per evitare il ripetersi di questi gravissimi episodi, l’impegno millantato non sta dando i frutti auspicati.

Lo scorso dicembre, quando è stata diffusa la notizia dell’azione legale del New Mexico a carico di Meta, il procuratore generale aveva già affermato quanto ribadito dopo gli arresti, ovvero che la società fosse «il più grande mercato di predatori e pedofili a livello globale».

Una dichiarazione fatta dopo che una coalizione di 41 Stati, insieme al Distretto di Columbia, aveva citato in giudizio la stessa Meta, sostenendo che l’uso giornaliero prolungato dei social network del gruppo danneggerebbe i minori causando dipendenza.

Anche se a gennaio 2024 Meta ha annunciato l’introduzione di nuove misure di sicurezza per preservare la salute mentale degli adolescenti ed evitare che vengano esposti a contenuti violenti o inappropriati o possano finire in reti di predatori sessuali, secondo Torrez la società non ha davvero intenzione di affrontare il problema, visto che per anni ha portato avanti una condotta inaccettabile, consentendo «agli adulti di trovare, inviare messaggi e adescare minori, sollecitandoli a vendere foto o partecipare a video pornografici».

Ora che sono giunti i primi arresti (che con ogni probabilità non saranno gli ultimi) il colosso è chiamato ancor più di prima a prendersi la responsabilità delle proprie azioni e a impegnarsi seriamente a dismettere il ruolo di porto franco dei molestatori.

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