Ambiente

G7 Ambiente: c’è lo stop al carbone entro il 2035

A Torino, i leader del Gruppo raggiungono accordi in materia energetica. Ma gli attivisti di Extinction Rebellion non credono alle promesse e continuano a protestare. Pichetto Fratin: «Ascolteremo le proposte dei giovani dello Y7»
Credit: EPA/GEORGI LICOVSKI 

Si è concluso poche ore fa, a Torino, l’incontro ministeriale dedicato ai temi di Clima, Energia e Ambiente che è stato ospitato nella Reggia di Venaria.

Un appuntamento che ha visto la partecipazione non solo dei rappresentanti dei Paesi del G7, ma anche di delegazioni della Commissione europea e di Paesi esterni, tra cui il Brasile, che detiene la prossima presidenza del G20.

Si è trattato della prima occasione per i Paesi delle sette economie più forti del mondo di sedersi allo stesso tavolo per fare il punto su quanto successo alla Cop28 di Dubai lo scorso novembre, e per discutere su quali debbano essere le prossime mosse da mettere in atto per promuovere politiche climatiche e energetiche efficaci a livello domestico.

Stop al carbone entro il 2035

Sicuramente, il successo più importante di questo vertice è l’accordo sullo stop al carbone entro il 2035, anticipato da una dichiarazione del ministro per l’Energia britannico Andrew Bowie e confermato nella giornata di oggi, con la pubblicazione del testo finale dell’accordo e la conferenza stampa del ministro Pichetto Fratin.

Il raggiungimento di questa intesa politica è una notizia da accogliere con ottimismo, perché va ricordato che il carbone è il combustibile fossile più inquinante. Tuttavia, al momento potrebbero essere previste delle eccezioni per Germania e Giappone, dove le centrali elettriche a carbone producono più di un quarto dell’elettricità totale. Infatti, se la Germania ha già inserito nella sua legislazione l’obiettivo di chiudere le centrali a carbone entro il 2038, il Giappone non ha ancora fissato una data.

A tal proposito, Pichetto Fratin ha fatto sapere che l’Italia farà il possibile per chiudere, già dai prossimi mesi, tutte le centrali a carbone ancora in funzione, fatta eccezione per la Sardegna, dove il phase out di questa energia fossile è rimandato al 2027. «Potremmo spegnere le centrali di Civitavecchia e Brindisi nel corso del 2024, certamente da qui a un anno», ha annunciato il ministro.

Finanza climatica, metano, nucleare e acqua: gli altri punti dell’accordo

Anzitutto, i ministri del G7 si sono impegnati ad aggiornare i propri piani nazionali per la riduzione delle emissioni (i cosiddetti NDCs), con la promessa di consegnarli almeno con un anno di anticipo rispetto all’inizio della Cop30 che si terrà a Belem (Brasile) nell’autunno 2025.

A tal proposito, Pichetto Fratin aveva già dichiarato qualche giorno fa che l’Italia presenterà la versione finale del suo contributo attraverso il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) nel prossimo giugno 2024. I ministri hanno sottolineato l’importanza che questi documenti siano allineati con le conclusioni del Global Stocktake di Dubai lo scorso novembre e con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro gli 1.5 °C azzerando le emissioni nette entro il 2050.

Uno dei temi centrali dell’accordo riguarda l’elefante della stanza dell’azione climatica: la finanza.

A questo proposito, durante l’incontro ministeriale è stata riconosciuta la necessità di sbloccare finanziamenti per il clima nell’ordine di migliaia di miliardi (trillions) e di andare oltre l’obiettivo dei 100 miliardi di dollari, incoraggiando soprattutto le banche multilaterali di sviluppo (MDB) ad aggiornare le proprie proiezioni sui finanziamenti per il clima da qui al 2025.

Il G7 ha ribadito la necessità di fissare un nuovo target quantitativo alla prossima Cop29 di Baku, dove le discussioni sul New Collective Quantified Goal (NCQG) dovrebbero produrre un accordo definitivo.

Oltre al carbone, nel documento finale troviamo anche un riferimento al metano, su cui i ministri hanno confermato la volontà di ridurre del 75% le emissioni globali di metano da combustibili fossili e di collaborare con i Paesi produttori di petrolio e gas per raggiungere i tagli necessari.

Creato poi un gruppo di lavoro sul nucleare, nell’ambito del quale, come si legge dal testo, i Paesi “si impegnano a sostenere gli sforzi multilaterali per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento nucleare […] a promuovere iniziative di ricerca e sviluppo su tecnologie innovative per l’energia nucleare […] e la diffusione responsabile delle tecnologie per l’energia nucleare, compresi i reattori avanzati, i piccoli reattori modulari e microreattori, e lavorare collettivamente per condividere le migliori pratiche nazionali, anche per quanto riguarda la gestione responsabile delle scorie”.

In ultimo, ma non per importanza, una delle vere sorprese di questo G7: la creazione di una Coalizione G7 sull’acqua per affrontare la crisi idrica globale attraverso la definizione di un’agenda globale sull’acqua orientata alla promozione di “politiche efficaci, efficienti, inclusive e giuste per raggiungere l’SDG 6 e altri obiettivi e traguardi internazionali legati a questa risorsa”. A questo proposito, Pichetto Fratin si è detto entusiasta del fatto che «per la prima volta la questione dell’acqua ha ricoperto un ruolo centrale al G7», ha dichiarato in conferenza stampa.

Le proteste di Extinction Rebellion

Queste promesse non convincono però i movimenti ambientalisti, che da giorni manifestano a Torino per esprimere la propria insoddisfazione e denunciare l’inazione climatica degli Stati.

Numerosi sono stati i blitz organizzati dal gruppo di Extinction Rebellion, che già venerdì scorso (nella mattina del 26 aprile), a due giorni dall’avvio dei lavori a Venaria, avevano inscenato un circo davanti alla sede torinese della Rai, vestendosi da clown e reggendo dei cartelli che recitavano “G7 Ambiente: -2 giorni all’inizio del circo”.

Le proteste sono poi continuate il giorno successivo, quando un gruppo di 150 attivisti ha occupato il grattacielo di Intesa Sanpaolo, una delle banche che più in Italia investe nel fossile.

Nella giornata di ieri, poi, Extinction Rebellion ha organizzato un’altra azione presso la Facoltà di Biologia torinese: i suoi attivisti sono saliti sul tetto dell’edificio esibendo uno striscione con la scritta The king is naked, G7 is a scam (Il re è nudo, il G7 è una presa in giro). La scelta di questo palazzo non è stata casuale. Il complesso affaccia infatti su piazza Carlina, di fatto blindata e trasformata in zona rossa per consentire ai ministri di alloggiare in tutta sicurezza presso l’NH Hotel.

Le proposte dei giovani dello Youth7

Nel giorno che ha preceduto l’inizio del G7, i giovani sono stati protagonisti della riunione Youth 7 (Y7) Clima, Energia e Ambiente, il gruppo ufficiale di engagement giovanile del G7 di Torino.

Questo incontro, svoltosi nel pomeriggio del 27 Aprile presso l’Energy Center del Politecnico di Torino, ha visto la presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, dell’Inviato Speciale per il Cambiamento Climatico del Ministero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Francesco Corvaro e dell’Assessore alla Transizione Ecologica e Digitale del Comune di Torino Chiara Foglietta.

In questa occasione, i partecipanti, circa 100 ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni, hanno elaborato sette proposte concrete per contrastare il cambiamento climatico e costruire una società più sostenibile. Queste proposte riguardano principalmente la necessitò di ripensare il sistema economico verso un’economia circolare, accelerare il processo di decarbonizzazione tramite maggiori investimenti in energie rinnovabili, incentivi alla mobilità sostenibile e riformare il sistema scolastico per preparare al meglio la giovane generazione nell’ambito dei green jobs e dell’educazione ambientale.

Abel Gambini, European Climate Pact Ambassador per EuCliPa.IT e Vice Presidente di EMS Energia e Mobilità Sostenibile, ha raccontato a La Svolta le sua esperienza in qualità di partecipante allo Y7.

«I tavoli di lavoro a cui abbiamo preso parte mi hanno stupito per la loro eterogeneità e l’alta preparazione dei partecipanti, con ragazze e ragazzi provenienti da diversi settori: dall’ingegneria all’economia, passando per la giurisprudenza e il mondo della start-up e imprenditoria. Questa pluralità di expertise ha dato vita a un mosaico complesso ma coerente di opinioni e idee sui vari macro-temi che abbiamo trattato, e che ha portato a delle proposte mature e molto concrete. Nella serata ho avuto l’opportunità di parlare personalmente con il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica Mario Antonio Scino, che mi ha riferito di aver letto i nostri lavori e di averli consegnati al Ministro. La loro linea, mi ha detto, è di presentarli al vertice del G7. Questo mi ha lasciato un velo di ottimismo per l’imminente vertice che si terrà a Borgo Egnazia, in Puglia, dal 13 al 15 giugno».

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