Futuro

Spazio: qual è l’impatto delle nane bianche sui sistemi planetari?

Secondo i ricercatori di Warwick e di altre università internazionali, quando i corpi celesti si avvicineranno alle stelle giunte a “fine vita” (ovvero, arrivate al termine della loro evoluzione) verranno disintegrati in pezzi sempre più piccoli, che si scontreranno fino a ridursi in polvere
Credit: Wikimedia commons
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16 maggio 2024 Aggiornato alle 19:00

Il nostro sistema solare (compresi gli asteroidi tra Marte e Giove e le lune di Giove) un giorno potrebbe essere distrutto dal Sole, sotto forma di stella bianca (o nana bianca).

Secondo l’enciclopedia Treccani, la nana bianca è una “una stella caratterizzata da uno stato di densità elevata conseguito al termine della sua evoluzione quando, consumato tutto il combustibile nucleare, viene meno l’apporto della pressione interna generata dalle reazioni termonucleari che controbilanciava l’attrazione gravitazionale e la stella collassa su se stessa”.

E la Terra verrebbe probabilmente inghiottita dal Sole. È quanto emerso dallo studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society condotto dagli scienziati dell’Università di Warwick e di altre università, come riporta un articolo del Guardian; in particolare, il team di ricerca ha studiato l’impatto che le nane bianche hanno sui sistemi planetari, come il nostro sistema solare.

Lo conferma Boris Gaensicke, professore del dipartimento di fisica dell’Università di Warwick: «La Terra sarà probabilmente inghiottita da un Sole in espansione, prima di diventare una nana bianca. Per il resto del sistema solare, alcuni degli asteroidi situati tra Marte e Giove, e forse alcune lune di Giove, potrebbero essere spostati e viaggiare abbastanza vicini all’eventuale nana bianca da subire il processo di distruzione che abbiamo studiato».

Quando asteroidi, lune e Pianeti si avvicinano a una nana bianca, l’enorme gravità di quest’ultima li riduce in pezzi sempre più piccoli, che si scontrano continuativamente, fino a ridursi in polvere. Che sia una sorta di fine del mondo? Secondo Amornrat Aungwerojwit, Professore dell’Università Naresuan in Thailandia, che ha condotto lo studio, «Ricerche precedenti avevano dimostrato che quando asteroidi, lune e Pianeti si avvicinano alle nane bianche, l’enorme gravità di queste stelle strappa questi piccoli corpi planetari in pezzi sempre più piccoli».

Le collisioni tra questi stessi pezzi consentono ai ricercatori di determinare di che tipo di materiale erano fatti i corpi planetari originali. Come spiega Gaensicke: «Il semplice fatto che possiamo rilevare i detriti di asteroidi, lune o addirittura Pianeti che sfrecciano attorno a una nana bianca ogni paio d’ore è strabiliante. Il nostro studio dimostra che il comportamento di questi sistemi può evolversi rapidamente, nel giro di pochi anni. Anche se pensiamo di essere sulla strada giusta nei nostri studi, il loro destino è molto più complesso di quanto potremmo immaginare».

Gli scienziati che hanno partecipato allo studio hanno analizzato i cambiamenti nella luminosità di 3 stelle (3 diverse nane bianche) per 17 anni, facendo luce su come questi corpi collassino su loro stessi. Ciò che è emerso è che, pur essendo tutte e 3 nane bianche, si comportavano in modo molto diverso tra loro.

La prima, nota come ZTF J0328-1219, era piuttosto stabile, sebbene abbia causato un evento catastrofico intorno al 2010. È stato dimostrato, invece, che un’altra stella, nota come ZTF J0923+4236, si oscura in modo irregolare ogni 2 mesi e mostra una variabilità caotica su scale temporali di minuti durante questi stati più deboli, prima di illuminarsi nuovamente.

La terza nana bianca analizzata dal nome WD 1145+017, secondo il Massachusetts Institute of Technology (Mit) nel 2015 aveva dimostrato una coincidenza con le previsioni teoriche: la sua condizione contava grandi variazioni in numeri, forme e profondità dei transiti. Da questo ultimo studio, invece, emerge che i transiti siano completamente scomparsi.

Secondo Gaensicke, «Il sistema, nel complesso, sta gradualmente diventando più luminoso, man mano che la polvere prodotta dalle collisioni catastrofiche intorno al 2015 si disperde». La natura imprevedibile di questi transiti può creare sconvolgimenti in chi si occupa di astronomia, rendendo le previsioni più intricate, trovandosi in un ambiente caotico.

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