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L’eccessivo consumo di alcol causa problemi cardiaci soprattutto nelle donne

Lo studio del National Institutes of Health e del National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism rileva che le under 65 che assumono più di una bevanda alcolica al giorno hanno dal 33% al 51% di probabilità in più di sviluppare problemi alle coronarie
Credit: Amy Shamblen 
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9 maggio 2024 Aggiornato alle 16:00

L’assunzione regolare di alcolici rappresenta un fattore di rischio per problemi cardiaci. La scoperta, che contraddice il luogo comune secondo il quale in dosi moderate l’alcol ridurrebbe la probabilità di avere un infarto, arriva grazie a una ricerca condotta dall’organizzazione sanitaria statunitense Kaiser Permanente, come riporta il Washington Post.

Lo studio, finanziato dal National Institutes of Health e dal National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism ha raccolto i dati di 432.265 soggetti di età compresa fra i 18 e i 65 anni (di questi circa 189.000 erano donne) che tra il 2014 e il 2015, nei controlli medici di routine, avevano dichiarato di aver assunto bevande alcoliche.

Il campione è stato diviso in 3 gruppi: quelli che consumavano alcolici in quantità basse (1 o 2 drink alla settimana), medie (da 3 a 14 drink alla settimana per gli uomini e da 3 a 7 per le donne) e alto (più di 15 drink alla settimana per gli uomini e più di 8 per le donne). Oltre alla frequenza del consumo è stata considerata anche la sua concentrazione nel tempo, controllando la variabile del cosiddetto binge drinking, cioè la pratica di assumere più di 3 o 4 bevande alcoliche nello stesso giorno.

I soggetti del campione così suddivisi sono stati poi seguiti per 4 anni con analisi periodiche per monitorare la salute del loro apparato cardiaco. Dai dati raccolti è emerso che nel periodo considerato ben 3.108 partecipanti avevano sviluppato malattie coronariche, ovvero il restringimento delle arterie coronarie a causa di depositi di grasso sulla parete interna che riduce il flusso sanguigno e impedisce una corretta ossigenazione dell’organismo, oltre che aumentare il rischio di coaguli e di infarto. La maggior parte dei soggetti che hanno presentato disturbi cardiaci facevano parte del gruppo a alto consumo di bevande alcoliche.

L’alcol infatti essendo una sostanza tossica crea squilibri nel corretto funzionamento dell’organismo aumentando la pressione arteriosa, modificando la frequenza cardiaca e causando ingrossamenti al muscolo cardiaco.

Monitorando la salute dei partecipanti allo studio, il gruppo di ricerca si è accorto anche che gli effetti deleteri dell’alcol sul corpo umano sembrano essere più gravi per le donne che per gli uomini. Le donne che assumono più di 8 bevande alcoliche in una settimana hanno una probabilità di sviluppare problemi alle coronarie che va dal 33% al 51 % in più. La probabilità aumenta del 68% nel caso di soggetti che praticano il binge drinking.

Questa stretta relazione di causa effetto tra l’alcol e i problemi cardiaci desta particolari preoccupazioni visto l’aumento del consumo di bevande alcolici nelle donne. Negli Usa il 13% delle donne dichiara di fare binge drinking e di queste il 25% lo fa almeno una volta alla settimana. Come si è già visto questo tipo di consumo molto concentrato in poco tempo crea gravi danni all’organismo, e lo studio mostra che è pericoloso anche se fatto saltuariamente, sfatando il mito che si può stare tranquilli se si “beve solo nel week-end”.

Uno dei problemi principali delle malattie cardiache è che i sintomi possono variare molto da soggetto a soggetto e a volte rimangono latenti, manifestandosi quando ormai è troppo tardi per intervenire. Lo studio mostra anche come l’insorgere di problemi cardiaci non è limitato alla vecchiaia, ma si possono manifestare anche nei soggetti più giovani.

Diminuendo la quantità di alcol che si assume o eliminandolo completamente è possibile mitigare alcuni degli effetti negativi, come a esempio l’aumento della pressione sanguigna; ma ce ne sono altri come l’ingrossamento cardiaco che invece sono meno reversibili e possono creare problemi sul lungo periodo e la cui probabilità di recupero dipende anche dall’età del soggetto e da quanto tempo ha fatto consumo di alcol.

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